martedì 13 novembre 2012

Silent Hill: Revelation

Visto sabato sera e con gran gioia, nonostante negli ultimi anni vada al cinema a fatica (mi pare 3 volte in 2 anni).
Questo sequel supera il predecessore, non solo ha tutti i suoi aspetti positivi, tra essere un adattamento ben gestito (nonostante i cambi di nomi - che qui tornano gli originali del videogioco con un ottima scusa - e cambi di sesso) ma ha anche un elemento fondamentale che il primo ottimo film non aveva: ovvero l'horror! Finalmente lo spettatore non è solo incuriosito dal misterioso passato della cittadina nebbiosa (o dovrei dire "incenerata"), elemento portante nell'avventura di Rose, ma stavolta salta dalla poltrona. Quindi si passa dal mistero, ormai si sa tutto o quasi, alla tensione.
Una direzione generale più affine alla saga Konami che ai film hollywoodiani.
Viceversa, di Hollywood prendono l'ammasso di personaggi, come Attenzione Spoiler: le due ragazze che si sono perse e ritrovate lì per caso. Vi ricorda qualcosa? A me almeno una dozzina di  horror B-movie. O l'aggiunta forzata Attenzione Spoiler: del ragazzo-spasimante. Cose che però non mi sono dispiaciute.
Bellissimo anche il nuovo mostro mai visto nei videogiochi. Quando si osa, speso si sbaglia ma non stavolta.
Inquadratura di spalle in stile videogioco
Somiglianza di Adelaide Clemens con la Heather digitale, eccelsa. Harry (Sean Bean) invece ricorda più James Sunderland (il protagonista del videogioco Silent Hill 2).
Riguardo quest'ultimo sono più che felice della Attenzione Spoiler: modifica rispetto a Silent Hill 3, ci rimasi male nel vederlo morto davanti al televisore. Non solo, il finale lascia sperare anche a un terzo film con, FINALMENTE, protagonista Harry Mason.
A proposito della Attenzione Spoiler: sua morte, quando Heather arriva a casa, fuggita dal centro commerciale, tutti quelli che hanno giocato a SH3 si aspettano di trovare il padre morto sul divano. Prima di trovarlo gira un po' casa e nel sottofondo si sente un fruscio, come un vecchio televisore a tubo catodico che ha perso l'antenna... e invece si rileva una piccola lampada caduta che fa intermittenza. Ottima "mossa Kansas City"!

Ancora un applauso per aver mantenuto la strepitosa colonna sonora originale di Akira Yamaoka anche se con qualche aggiunta hollywoodiana (non ho proprio controllato i credits, vado a orecchio) che non è nulla di che o forse, più semplicemente, appassisce d'innanzi al compositore nipponico.

Se devo trovare un difetto, per me è lo stesso della prima pellicola, ovvero che spiegano troppo.
Il bello del videogioco è che gran parte della storia della città resta nel mistero, lasciando la libera interpretazione al giocatore. Diciamo che rappresenta più l'inferno dove vanno a finire quelli che hanno un oscuro passato, piuttosto che una città dannata.

Da non perdere!

p.s. ma quanto so' gnocche le infermiere mostre? Sarò malato ma mi arrapavano quando videogiocavo (dovessi trovarmele di fronte farei come Shorty in Scary Movie 2, 'na busta in testa e passa la paura) e m'arrapano ora nelle trasposizioni cinematografiche.

p.p.s. un vaffanculo al 3-D, ho dovuto faticare per trovare un cinema che lo trasmettesse normalmente... A ROMA!

domenica 11 novembre 2012

Tomb Raider Legend

In un periodo in cui scarseggiano i videogiochi d'avventura, ormai tutti indirizzati maggiormente sull'azione, sono dovuto andare a ripescare un vecchio titolo per la vecchia generazione di console, trasposto in alta definizione per questa trilogia.

Non posso fare paragoni con la versione originale perché la saltai a suo tempo ma quello a cui ho giocato è un buon titolo che può ancora dire la sua nonostante sia passato qualche anno. Belle arrampicate, enigmi a sufficienza e della difficoltà giusta, storia nella media, infatti a coinvolgermi sono stati i primi due punti, azione moderata, longevità medio-bassa, giocabilità nella norma (le arrampicate non sono fluide come quelle di Assassin's Creed o Uncharted ma neanche macchionose). Ho trovato snervante giusto il finale in cui serviva più fluidità nei comandi per sconfiggere il nemico e invece avevo la sensazione di comandare un bradipo. Una volta premuto attacco bisogna aspettare qualche secondo prima di poter saltare, e viceversa, oppure nell'usare il rampino dopo un salto o un attacco.

venerdì 9 novembre 2012

Altered Beast [PSN]

Finito, in circa 5 minuti, forse 10, ma non l'Altered Beast della raccolta SEGA Mega Drive Ultimate Collection (che non appena avrò avuto modo di provare tutti i giochi, commenterò), bensì la versione PSN.
Grafica leggermente "allisciata" dagli spigolosi pixel ma si poteva fare qualcosa di più... non giustifica un acquisto, neanche si trattasse di 1 €. Qualche nemico nuovo ma i soliti livelli e la solita difficoltà, con l'aggiunta del "continue?".


Never give up!

Come esclama il protagonista una volta che decidi di continuare, dopo essere morto.
Fossi stato la SEGA, stavolta mi sarei arreso, lasciando il titolo (quello classico) sulla Collection. Che fa ancora la sua porca figura, così com'è nato.

domenica 4 novembre 2012

Assassin's Creed Revelations

Giunge a conclusione la trilogia di Ezio, lasciando un magone a tutti i giocatori che in questi anni (per me in QUESTO anno, dato che li ho giocati tutti e 3 nel 2012) si erano affezionati alle imprese del fiorentino sciupafemmine.
Uscita di scena forse un po' tirata via, sicuramente improvvisa. Nel capitolo più corto di tutta la saga legata agli assassini, un Ezio invecchiato e stanco vive la sua ultima avventura prima di ritirarsi, in modo veloce e frenetico, senza perdite di tempo tra troppe missioni secondarie, che non mancano, e missioni principali infinite.

Per me sicuramente non un difetto questa longevità, anche se mi ha lasciato di smacco. Ma meglio così dato che a tratti, i 3 giochi precedenti (soprattutto il primo con Altair) mi erano parsi estenuanti.

Interessanti gli ultimi anni di Altair anche se giocare con un 80enne che non riesce manco a camminare, non è il massimo. Avrei preferito dei semplici filmati senza interattività.
Come al solito, a tratti l'età dei personaggi non è risultata delle migliori graficamente. Altair e prole, a volte sembravano avere 40anni o più di differenza, altre volte si vedeva più una giusta differenza.

In Revelations spariscono i cavalli...non che mi avesse fatto impazzire l'idea di poterli usare in città mentre giocavo a Brotherhood, però muoversi nella città, quando non ci sono uscite dei passaggi sotterranei nei paraggi, qualche volta è risultato stressante.

Degna conclusione di una bellissima trilogia, che regala anche un po' di nostalgia mano mano che si va avanti e si ripensa al giovanotto pieno di vitalità di A'sCII.

venerdì 2 novembre 2012

Dead Space 2

Ero stato un po' bloccato a iniziare questo secondo capitolo, per via delle voci che lo davano più incentrato sull'azione che all'horror/survival horror... cosa che non ho trovato affatto veritiera! Terrore quanto il primo capitolo, se non di più. Nonostante, bene o male, si sapesse benissimo cosa aspettarsi.

Altro pregio che per me è uno dei più importanti, è la linearità massima del videogioco, ancora più del primo, in cui volendo potevi andare dove volevi ma grazie al navigatore, alla fine seguivi il percorso prefissato. Si va dal punto A al punto B, senza deviazioni o obblighi a tornare dietro qualora ti fossi dimenticato qualcosa, salvo un paio di rare eccezioni in cui sono dovuto tornare nella stanza precedente per prendere un generatore che dava elettricità alla porta. Questa cosa, però, ha portato all'eliminazione della mappa, che in fin dei conti non sarebbe servita a nulla qualora ci fosse stata, anche se ammetto che all'inizio mi ha fatto uno strano effetto, dandomi un senso di smarrimento.

Nulla da dire sulla storia, che prosegue di pari passo quella del capitolo precedente, chiudendo alcuni cerchi legati a Isaac e ai suoi sensi di colpa nei confronti della fidanzata.
Buona anche la coprotagonista, che alla fine del gioco ha un ruolo importante in perfetto stile film hollywoodiano.

Dead Space 2 è uno di quei rari casi in cui un sequel supera il prequel. Da non perdere!

martedì 9 ottobre 2012

Resident Evil Damnation

Da Wikipedia:
Resident Evil: Damnation è un film in computer grafica prodotto da Capcom e Sony Pictures Entertainment Japan uscito in versione digitale su PlayStation Network e Xbox Live il 15 settembre 2012, in DVD e Blu-ray Disc il 25 settembre 2012 (il 3 ottobre in Italia), mentre verrà proiettato al cinema a Shinjuku dal 27 ottobre. È il seguito di Resident Evil: Degeneration ed è diretto da Makoto Kamiya e prodotto da Hiroyuki Kobayashi. La storia di Resident Evil: Damnation è incentrata su armi bio-organiche usate in una guerra in Europa e vede il ritorno di Leon S. Kennedy come protagonista. Questo film precede gli eventi del nuovo videogioco della CAPCOM Resident Evil 6, e segue quindi gli eventi dei videogiochi della serie "Resident Evil" come Resident Evil: Degeneration.
Bello, bello, bello!
Non giudicate la computer grafica dai video su Youtube che non rendono, già con un formato standard (720x400) migliora drasticamente, figuriamoci in alta definizione. Ovviamente chi cerca le atmosfere dei primi capitoli, ovvero quelle horror, resterà tremendamente deluso, salvo qualche rara scena. Però se riuscite a farci il callo (io coi videogame non ci sono riuscito tanto che è dal 4 che per me 'sta saga è morta) è un ottimo film d'azione con una trama ben architettata sulla guerra civile, il mercato nero e le armi bio-organiche.
E poi c'è Leon, il miglior protagonista di sempre di tutti i RE!

Alla faccia di tutti gli obbrobri sfornati da Hollywood con la super gnocca Milla Jovovich. Mamma Capcom fa il secondo centro consecutivo, con spese di gran lunga minori, usando "attori digitali" e una storia per gente sana di mente e con un quoziente intellettivo minimo da non essere definito come quello di cerebroleso.

mercoledì 19 settembre 2012

Red Dead Redemption

Non proprio uno dei miei generi preferiti, l'open world lo odio. Videogames come GTA sono anni che m'hanno rotto le palle. Ho pochissimo tempo libero e scorrazzare da una parte all'altra in un vastissimo ambiente, non è proprio il massimo.
Però ho stretto i denti, dato che la storia era accattivante e il western mi piace come ambientazioni.
Dopo tante estenuanti ore, finalmente l'ho concluso. Estenuanti perché ho perso parecchio tempo a fare le missioni secondarie. E che le hai fatte a fare, vi chiederete... è un brutto viziaccio che non riesco a togliermi, o completo al 100% o lascio perdere fin dall'inizio.

Unico grandissimo difetto è nell'edizione italiana (ma penso anche tutte le altre che non siano inglesi e che non sono state doppiate), ovvero gli estenuanti e lunghissimi dialoghi. Ma non è questo il difetto! Bensì il fatto che siano affiancati da sottotitoli che scorrono velocissimi senza darti il tempo di leggere.
Peggio ancora quando questi dialoghi avvengono durante le lunghe cavalcate... o leggo o guido il personaggio a cavallo, NON POSSO FARE ENTRAMBE LE COSE, imbecilli!
Ho provato ad ascoltare con attenzione, magari capivo qualcosa col mio pessimo inglese... ma manco per niente, il protagonista invece di parlare grugnisce. Impossibile da capire a meno che tu non sia al dodicesimo livello con l'inglese.
Alla fine mi sono ritrovato spesso a rileggere le conversazioni nelle opzioni (aumentando ancora di più il tempo di gioco)... o almeno quel poco che restava salvato, se la conversazione era troppo lunga, salvava solo le ultime 10-20 frasi.

A parte questo, sicuramente da giocare almeno una volta... anzi SOLO una volta. Soprattutto se vi piace il western e non avete problemi come me per i giochi aperti.

mercoledì 12 settembre 2012

Assassin's Creed Brotherhood

Ho finito il videogioco da mesi ma non ho avuto tempo per farci un bel commento. Vista la lunghezza del secondo, volevo aspettare un po' prima di iniziarlo ma invece alla fine l'ho giocato subito dopo, dopo una breve esperienza con [Prototype].

Non ho molto da dire, ottimo seguito con una storia coinvolgente, magari ho giusto qualche osservazione, come ad esempio la sorella di Ezio che non pare una zitella di mezza età. Ma come, era tanto corteggiata e ha passato tutti i suoi migliori anni a fare da contabile a zio e fratello? Poi una promozione, gestore, insieme alla madre, di un bordello. Lì sì che lo trovi un uomo per bene che viene a prendersi una zitella.
Ezio invece che sembra ancora una ragazzino (e non per l'ottima voce italiana) invece di un uomo che si avvia per i 50anni. Con Revelations mi sa che mi toccherà giocare con un avatar che sembra mio nonno.
E La Volpe? Era un uomo attempato quando Ezio muoveva i suoi primi passi come assassino, quindi in questo capitolo quanto dovrebbe avere, 60? 70? E ancora zompa sui tetti come un pischello? Mah...


Venendo al gioco c'è ancora qualche difettuccio.

Se non muovi il personaggio al millimetro rischi di non salire bene su di un cavalo (era meglio nel capitolo precedente), di picchiare un innocente, di salire su un muro sbagliato, e altre cose che non mi vengono in mente. Sicuramente da migliorare.

Le missioni nell'open world. Nulla da dire per quelle principali, carine anche quelle di Romolo, odiose le ristrutturazioni, sia quelle dei monumenti che quelle in cui ti danno la scelta libera di chi metterci tra le 3 gilde.
Gli assassini sono comodi in molte missioni ma che palle doverli gestire come in un gioco di ruolo.

Usare solo una città ha il pro di non doversi muovere troppo ma Roma è veramente grande e fino a che non sblocchi tutti i passaggi sotterranei, è veramente estenuante andare da una parte all'altra, anche col cavallo.

E' bello poter rigiocare tutte le missioni ma per uno fissato come me al completamento del 100%, diventa una tortura ripetere più e più volte molte di queste.


Comunque nonostante queste mie critiche piccanti resta un grandissimo gioco da non perdere.



p.s. non perdete i DLC.

venerdì 31 agosto 2012

Real Steel

Quando Over The Top e Rocky, incontrano Robot Wars.

In un'era cinematografica povera di idee, con continui remake, rimaneggiamenti di classici o ricchi ripescaggi da altri media, come videogiochi o fumetti, si può creare ancora qualcosa di originale come avveniva con più frequenza in quei lontanissimi anni 80 o 90? Le eccezioni esistono per fortuna e se alla fine dello scorso inverno assaporavo Super 8, in questo caldissimo agosto è il turno di Real Steel di Shawn Levy.

Ho rimandato per qualche giorno la visione di questo film per il fatto che il tema di fantascienza "robot" non mi è mai piaciuto molto, fatta forse eccezione per l'anime "Kyashan", peggio ancora se si tratta di combattimenti metallici che ricordanno quell'orribile programma che passava Italia 1 oltre 10 anni fa.
Però sapevo che il tema centrare era il rapporto rapporto difficile tra padre e figlio, quello che mi emozionava tanto da piccolo guardando Stallone in Over The Top. E non sono stato smentito, lo ricorda in molti aspetti quel classico degli 80's, a partire dal bambino che economicamente se la passa bene, senza peli sulla lingua, arrivando al tema centrale che non è nulla di che (braccio di ferro/combattimenti fra robot).

Uno di quei film da non perdere, che come uno scemo mi strappano un applauso verso il televisore, ai titoli di cosa. Un film che mi ha spinto a farne un intervento nel mio trascurato blog, cosa che non ho mai fatto finora.
La solita storia che sappiamo tutti come inizia e come finisce ma orchestrata ottimamente!

sabato 21 aprile 2012

[PROTOTYPE]

Storia: Justin Gray e Jimmy Palmiotti
Disegni e copertine: Darick Robertson e Matt Jacobs

Ho recuperato questa mini in vista del prossimo videogioco per PS3 che avrei giocato, per immeggermi nelle sue atmosfere.
E poi è scritto da Gray e Palmiotti che a me non m'hanno mai deluso.

Il primo numero Panini (1-2 americani) non è malaccio, la vicenda scorre su due periodi, fine anni 60 e il presente (2008), introducendo il lettore all'ambientazione del fumetto.
Ben fatte e veloci al punto giusto, le scene d'azione. Una cosa che non riesce facilmente di solito, sia nei fumetti che in qualsiasi altro media, soprattutto quando si ha a che fare con dei militari tutti vestiti uguali, difficili da riconoscere. Però i disegni aiutano, così come la personalità distinta di ogni personaggio.
Invece un po' lenti e noiosi i momenti incentrati sulle indagini dei due detective.

Piccola nota nerd:
Il casino parte tutto da dove è situata la sede della DC.

Secondo numero migliore del primo, scorrevole (soprattutto nei lunghi dialoghi del generale e l'assenza di quelli legati alle indagini dei due detective), veloce e ricco di azione. Coi soliti vari flashback che raccontano come tutto è iniziato, mostrando i vari punti da dove è partito l'esperimento/virus nato dalle modifiche sul genoma umano.

Mi pare ci sia un errore di genere su una frase detta dal detective McKlusky:
Visto che a dire la frase la pronuncia lui, dovrebbe esserci scritto "attenta!".

Bello, mi è proprio piaciuto il finale. Anche se mi ha lasciato l'amaro in bocca visto che Attenzione Spoiler: speravo in un happy end. Che poi ad essere pignoli è un finale aperto, come si può anche leggere dalle note finali di Dal Corno. Però anche così ci può stare.
Disegni deludenti invece, nelle sparatorie durante la fuga dei protagonisti è stato tutto confusionale e con prospettive a cazzo di cane. Tipo i militari che Attenzione Spoiler: vengono messi sotto con la macchina, uno era all'interno del negozio ma poi magicamente è sdraiato a terra morto. Oppure sotto la metropolitana quando quasi nel finale i due vengono attaccati dalla bestia, non si capisce nulla, dove entrano, dove escono, dove vengono lanciati... ed Ella che in teoria spara alle spalle, in pratica non pare affatto che stia dietro.

A dimostrare che in teoria dovrebbe stare dietro lo dimostrano i fori sulla schiena del bestione.

Qui invece c'è un errore del colorista che nella prima vignetta colora la camicia di Ella come una mimetica quando in realtà sarebbe la sua camicia che Attenzione Spoiler: si sta togliendo per mettere il vestito del militare morto.

sabato 14 aprile 2012

Assassin's Creed II

Buona la seconda. Certo, siamo ancora lontani dal poterlo definire un gran videogioco ma sono stati corretti la maggior parte dei difetti del primo capitolo, quel gioco noiosissimo e ripetitivo.
Così diciamo addio a tutte quelle
sotto-missioni identiche (salva la donna, aiuta il tizio, ecc.) anche se la corsa a tempo o le missioni da assassino (quelle prese dal piccione viaggiatore) non sono proprio il massimo, alla lunga stancano ma almeno le prime sono poche (una a città).
Non sono obbligatorie e neanche ce lo ha prescritto il medico di farle ma io provo più soddisfazione a finire al 100% un gioco (esclusi i trofei, di quelli me ne sono sempre fregato), così mi sono sbattuto per trovare anche tutti i tesori e molte piume (prima o poi le cerco tutte per riempire lo scrigno di mamma Auditore), qualche volta anche esasperandomi, cosa che m'ha un po' rallentato dal finire il videogioco, dato che straziato, spegnevo la PS3 per pracchie ore.
Sono state tagliate anche le noiosissime e lente scene
fuori dall'Animus. Ora ce ne sono poche e tutte veloci!
Ottima la storia, Ezio è riuscito a coinvolgermi a differenza di Altair... merito della famiglia?

Prima di chiudere devo fare una mensione d'onore al
doppiatore di Ezio, Renato Novara. Ascoltare il giovane assassino mi ricordava il simpaticissimo Ted Mosby. Forse non proprio adatto al personaggio ma l'ho accettato per simpatia.

mercoledì 11 aprile 2012

Lucho è dottrina

“Possono essere un grande TIFO, Luis Enrique, desiderano esserlo... ma non hanno la luce che mostri in loro la giusta via. Per questa ragione, per la loro capacità di fare del bene, ho mandato te, mio unico figlio.”
Da "Supercoach", di Richard Donner (1978)

12
“Tutto mi è lecito!”. Ma non tutto giova. “Tutto mi è lecito!”. Ma io non mi lascerò dominare da nulla.
[...]20
Infatti siete stati comprati a caro prezzo (i giocatori). Glorificate dunque Luis Enrique nel
vostro corpo!
Dalla prima lettera di san Luis Enrique apostolo ai Corinzi (6,12-20)

“Nella notte in cui fu tradito (Luis Enrique) prese il pane, rese grazie, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse:
“Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi.”
Allo stesso modo prese il calice del vino e rese grazie, lo diede ai suoi discepoli e disse:
“Prendete e bevetene tutti questo è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza (americana) versato per voi e per tutti in remissione dei peccati (la miscredenza su tutto).
Fate questo in memoria di me”
“La Santa Cena”, Matteo 26,26-29

“Ehi tu porco, levaGLI le mani di dosso!”
Luis Enrique contro un tifoso occasionale a trigoria che insultava Bojan

Giunto a 30anni, Luis Enrique si ritirò sui monti. Lì rimase per 10 anni, fino a che decise di ritornare fra la sua gente:
“Ascoltate, io vi insegno il SUPER-GIOCO” è quello che diceva agli stolti del villaggio (=tifoseria occasionale romanista)
“Vi imploro, o miei fratelli, restate fedeli alla ROMA e non credete a coloro che vi parlano di speranze ultraterrene! Sono degli avvelenatori, consapevoli o meno: Sono spregiatori del BEL GIOCO, gente che sta morendo, avvelenati essi stessi da sé stessi: la VERA TIFOSERIA ROMANISTA è stanca di loro: possano per sempre scomparire!
da “Also Sprach Luis Enrique” di Firedrich Nietzsche

“E' la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia, domani ti sveglierai in camera tua e crederai ALLE CAZZATE DI MARIONE E RENGA. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto può diventare grande nel mondo l’AS Roma.”
Luis Enrique dopo la sua venuta a roma, rivolgendosi al tifoso medio(cre), da un racconto dei fratelli Wachowski


Mi raccomando con le mie letture consigliate, oltre al già citato “Also Sprach Luis Enrique”, aggiungo “I Promessi Campioni” di Manzoni (un allenatore si ritrova a dover fare una rivoluzione nel calcio italiano e nella capoccia dei tifosi mediocri, il perfido don Marione tenterà tutto pur di mettergli i bastoni tra le ruote, aiutato dal curato del paese, don Renga).

“I PIAGNONI PSEUDO TIFOSI/TIFOSI OCCASIONALI muoiono molte volte innanzi ALLE SCONFITTE; mentre i VERI TIFOSI provano il gusto della morte una volta sola.”

“Cogli alberi possono ingannarsi gli unicorni, cogli specchietti gli orsi, con le buche per terra gli elefanti, con le reti i leoni, mentre I TIFOSETTI bastano, a ingannarli, un po’ DI ASSURDITA’ ALLA RADIO DI MARIONE.

“Meglio vivere osando che non conoscere né vittoria né sconfitta.”
dal “Luis Enrique”, di William Shakespeare

domenica 11 marzo 2012

Nuova immagine del profilo

Ero indeciso tra due, quella che ho scelto e un'altra. Mi piacevano entrambe ma quella scartata era a) vecchia (non porto più i capelli lunghi da novembre) e b) in piccolo miniaturizzava troppo la bocca, mostrando solo i denti (e veniva penalizzato il mio bellissimo sorriso).

Ecco l'immagine scartata:

Quella scelta:

E la storica che mi ha accompagnato per anni (era del lontano ottobre 2007), la metto giusto per archiviarla da qualche parte):

domenica 26 febbraio 2012

Tomb Raider Underworld

Reduce da Uncharted 3, 'sto gioco mi appare come 'na cagata per quanto riguarda grafica (cavolo, siamo ai livelli della PS2 o poco meglio) e giocabilità (molte arrampicate sono finite male per colpa di comandi fatti male, accompagnati da una telecamera a cazzo di cane), però se mi do una botta in testa e dimentico il capolavoro Naugthy Dog, riesco ad apprezzarlo e addirttura farmelo piacere.
Bel videogame d'avventura, con
longevità giusta (perfetta per un triology pack ma forse un po' corta per un gioco singolo - ricordo che io odio i giochi troppo longevi, 7-10 ore vanno bene, 11 iniziano ad essere troppe) che offre piacevoli sfide, sia per i grattacapi che per la ricerca della strada giusta che porta alla fine del livello.

Ah, odiosi i livelli negli abissi, soprattutto l'ultimo, troppo lungo con spazi troppo ampli da percorrere ad una lentezza quasi massacrante.
Fatta bene invece la ricerca dei tesori, non sono infiniti e troppo difficili da trovare come quelli di Nathan Drake.


E ora si inizia A'sCII, motivo che mi ha anche spinto a sbrigarmi con Lara.

lunedì 20 febbraio 2012

Le Sorprese del Play Station Network

Alcune volte i giochi PSN riservano delle piacevolissime sorprese.
E' il caso di Dead Nation, un gioiello che tutti gli amanti del tema zombesco dovrebbero avere (in arrivo il secondo capitolo). Incentrato tutto sull'azione ma molto adrenalinico, insomma, nei momenti in cui venite attaccati dai orde di Zombie, il deretano si stringe spontaneamente.
Nonostante ci stia giocando dall'estate scorsa, ancora non l'ho concluso, è abbastanza difficile, ad ogni modo non così tanto da spazientire.
Sicuramente da provare il multiplayer (devo prendere un secondo controller solo per 'sto gioco).
Poi c'è Rocketbirds: Hardboiled Chicken, quando Metal Slug incontra Oddworld: Abe's Odysee/Exoddus, uno sparatutto a due dimensioni con quelle belle chicche che aveva il videogioco con protagonista Abe, come ad esempio il controllo mentale dei nemici o la ricerca (per enigmi) della strada giusta per proseguire.
Da non perdere!
Infine se siete amanti delle corse automobilistiche semplici, che ricordano un po' Mario Kart, c'è TNT Racer, non un capolavoro ma una piacevole sfida da affrontare tra una partita e l'altra dell'ultimo videogioco che avete comprato.
A mio parere troppo incentrato sulle sfide (che vanno da quelle a tempo a quelle in cui devi distruggere l'avversario) e poco sulle semplici corse sul chi arriva primo.

venerdì 17 febbraio 2012

I Soliti Idioti sono Omofobi...

...o almeno è quello che hanno pensato i moralisti del cazzo, gli ignoranti e le checche represse, dopo aver visto al Festival di Sanremo una delle tante eccezionali gag del duo comico.
Ma andate a cagare! Non avete capito un cazzo e aprite bocca solo per darle fiato...


E visto che quando mi innervosisco, mi esprimo solo a parolacce, vi rimando ad un articolo intelligente, di un omosessuale, per giunta.
http://www.be-happy.it/wp/?p=4891

sabato 11 febbraio 2012

How I Met Your Mother Seasons 1-6

Si può essere innamorati di una serie TV? Be', io lo sono! Adoro ogni cosa di questa fantastica sitcom, gli attori, i personaggi che interpretano, le storie, le battute, le risate che mi regala, i momenti toccanti che solo alcuni film drammatici hanno...
Insomma, non c'è una sola cosa da buttare, ogni fotogramma è da immortalare nella propria mente!


Prima Stagione
La serie che io stesso ho definito come il nuovo Friends. Era dalle vicende di Ross e Rachel che non mi divertivo così tanto a seguire una storia d'amore in una sitcom che riesce ad affrontare questo tema sempre in maniera comica.
Il telefilm, racconta le avventure di 5 amici ma in particolare del protagonista. L'idea originale che io ho apprezzato molto è stata quella di iniziare il racconto con Ted, il protagonista, che nel 2030 decide di raccontare ai suoi due figli come ha conosciuto la madre, così si ritorna al 2005, il presente per i telespettatori ma nonostante questo già dalla sigla si ha la sensazione di stare davvero nel 2030 e di guardare una serie vecchia di 25 anni.
Io ho concluso la prima stagione divorandomi anche 4 episodi alla volta, tutti di seguito. E' una dipendenza!

Seconda Stagione
Ho avuto la sensazione di un leggero calo, da "stupenda" diciamo che sono passato a "bellissima" ma col procedere degli episodi questa sensazione di calo è scivolata via. Certo, l'idea originale si è un po' affievolita, perché chiamare una serie così se stai raccontando ai tuoi figli della tua giovinezza, partendo da ben lontano di quando ha conosciuto la madre? Figli che ormai, mi riferisco agli attori, non sono più nella serie, mettono sempre un video con loro due che annuiscono mentre il padre inizia a raccontare.

Terza Stagione
Di questa stagione devo per forza mensionare un episodio in particolare, il quattordicesimo dove nel finale mi sono messo ad applaudire ridendo verso il televisore. C'è Barney/Neil Patrick Harris che con la musica del telefilm che faceva da ragazzo, Doogie Howser, proprio come in quella serie alla fine dell'episodio scrive nel suo diario al PC, solo che invece di essere un adolescente maturo, qui è in linea col suo personaggio, narcisista e playboy.

Quarta stagione
Ho divorato un episodio bello dopo l'altro, non c'è una puntata che alla fine mi faccia dire "ok, ora basta, riprendiamo domani", non ne ho mai abbastanza, finita una, ne voglio iniziare subito un'altra.
Finale di stagione un po' fiacco rispetto agli altri, Barney e Robin Attenzione Spoiler: ci lasciano con l'interrogativo su ciò che faranno e Ted deve solo iniziare il nuovo lavoro come professore all'università.
Comunque mi chiedo come siano tornati indietro dopo il salto nella terrazza accanto, gli americani prendono molto seriamente la proprietà privata, si rischia di prendersi una pallottola se si entra in casa altrui senza permesso.

Quinta stagione
Stagione un po' fiacca, con Ted che come professore non mi ha fatto impazzire, con nessuna storia seria che lo riguardasse, con la storia tra Barney e Robin che finalmente è terminata, con Lily sempre più odiosa e con un Marshall spesso inutile...
Però nonostante questo, dovuto a delle aspettative forse un po' troppo alte, i singoli momenti di sano divertimento non sono mancati.

Sesta stagione
E' stata questa a farmi scrivere l'inizio di questo intervento, siamo tornati ai livelli della prima stagione, probabilmente anche superandoli. Perché alla massiccia comicità si è aggiunto il fattore drammatico, affrontato con leggerezza nelle precedenti stagioni ma divenuto spesso un protagonista di quest'ultima. A farla da padrone è la figura del padre ma non aggiungo altro per evitare spoiler a chi non ha ancora visto gli episodi.
Dopo l'ultima puntata mi chiedo come mai ci sia stata questa sorta di retcon, ovvero un evento modificato all'improvviso e non pianificato fin dall'inizio. Vado nel dettaglio: nella prima puntata Teddy Westside è il testimone Attenzione Spoiler: della ragazza lesbica e sta in giardino con Marshall bevendo una birra. Nell'ultima puntata, quella stessa identica scena viene usata da anteprima su quello che vedremmo prossimamente, e stavolta il matrimonio è di Barney. Sì, proprio di lui... io non approvo e spero in qualche svolta perché il personaggio interpretato dal mitico Neil Patrick Harris non funziona accoppiato e lo abbiamo già visto durante la storia con Robin. E a proposito di questa, dai suoi sguardi negli ultimi minuti sono quasi certo che sull'altare ci sarà lei e non la sua amica. Ad ogni modo non capisco proprio questo riciclo di scena...

sabato 4 febbraio 2012

Let it snow

Alla fine è arrivata una spruzzata di neve anche dalle mie parti, a sud di Roma.
Meglio di niente...




mercoledì 18 gennaio 2012

Dead Space

Finalmente l'ho finito (il mio ultimo salvataggio era di fine settembre), confermo i pareri avuti all'inizio, un ottimo videogioco, di cui gran parte del merito va all'atmosfera che ne viene fuori dagli effetti audio, ma anche dal buio, dalle scritte sulle pareti e dai documenti che vengono ritrovati, cose tipiche dei survival horror.
Sono riuscito ad appassionarmi come non succedeva da un po' (a parte i classici come SH e RE - ormai diventato un action horror - era da Extermination che non ricevevo una tale sorpresa con un nuovo gioco - a proposito, ma perché non è mai stato fatto un seguito?).
Se all'inizio mi annoiava, con l'avanzare del gioco la tensione è andata al massimo. Non parliamo dei livelli di SH, soprattutto del primo (forse dovuto anche alla giocabilità difficile della PS1), ma stare continuamente sul chi va là e fare dei salti quando quella stronza della tua ragazza suona al citofono, è uno spasso per me.
L'
unico difetto che ho trovato è stato negli attacchi, quando si viene attaccati in spazi ristretti è impossibile capire dove sia il mostro e tempo che ti giri ti ha già colpito due volte. Alla fine ho sempre usato la solita strategia, quella del gay bar, spalle sempre al muro con la visuale più ampia possibile. Se a tutto il gioco do un 5, a questo aspetto non posso andare sopra il 2, limita troppo l'eccitazione di uccidere 'sti figli di puttana. C'è da dire che però per il 90% del gioco mi sono dimenticato di usare la stasi, magari almeno negli scontri con pochi mostri, sarebbe stato meglio. Invece in alcuni punti, quando si veniva attaccati in massa, la strategia migliore era la fuga oppure, nei momenti in cui dovevi aspettare che ti sbloccassero la porta, era correre di continuo in cerchio.
Altro difettuccio sono state le munizioni, non me ne puoi far trovare 2 milioni a livello di difficoltà normale, quando te ne servono l'1%. Stessa cosa per le armi, le ho provate tutte prima di salvare ma alla fine ho usato solo la principale (per il 90% del gioco) e l'altra che sembrava un mitra. Le altre erano o difficili da usare o inefficaci.
Ho concluso il gioco anche con svariati gel medici...

Ora, tempo di riprendermi da questa tensione continua con un gioco più leggero, poi sotto col secondo.

lunedì 16 gennaio 2012

Superman #709

Grounded - Part Seven
Storia: J. Michael Straczynski e Chris Robenson
Matite: Eddy Barrows e Allan Goldman
Chine: J.P. Mayer e Julio Ferreira
Copertina: John Cassaday e David Baron

Mi ripeto, il numero non ha battaglie, quindi per me è promosso. Però attenzione, non è bastato questo a farmi avere un giudizio positivo sulla storia. Dato che l'albo è quasi tutto una chiaccherata tra Flash e Superman, hanno contato molto gli argomenti e i dialoghi. Diciamo che Roberson, seppur sempre indirizzato da Stracz, non fa rimpiangere l'ex scrittore di Spider-Man.

Mi sono sempre chiesto se Superman potesse pensare a supervelocità, o meglio, se potesse muoversi come se il tempo attorno a lui si fermasse. Una cosa che può certamente fare Flash e che, a quanto pare da questa storia, può anche l'Azzurrone.
Anche se una cosa simile era avvenuta nel Superman di Steve Seagle e Scott McDaniel.

Ora un po' di storia.
Super-Chief non è nuovo al DCU, altre versioni lo hanno preceduto ma solo una in passato aveva incrociato l'Uomo d'Acciaio, un altro Saganowahna che in comune con quello appena visto, aveva solo il nome e un amuleto che gli dona i poteri a tempo determinato. Apparso solo in un racconto di The Adventures of Superman Annual #9 (2007), questo nativo americano viene indotto ad usare l'amuleto che lo trasforma in Saganowahna, letteralmente "capo di tutti i capi", una specie di divinità indiana dalla forza spropositata. L'origine di questo amuleto che usa il Saganowahna criminale non viene rivelata, tanto che alla fine il Superman elettrico lo consegna alla donna che ha aiutato, consigliandole di darlo ad un professore di leggende indiane.
Nella settima parte di Grounded, l'unico potere di Super-Chief che si vede è la supervelocità, che la versione cattiva non aveva. Con molta probabilità non stiamo parlando dello stesso amuleto, anche se si fa un accenno ad uno scienziato che stava parlando col supereroe del Wisconsin, prima dell'emergenza che lo ha visto interagire con Super-Forrest Gump. Che sia lui il professore che ha ricevuto l'amuleto dalla donna salvata da Kal-El anni prima?

Di Iron Munro tornerò a parlarne nel prossimo numero. Oggi dico solo che nella DC post-Crisis fu usato per sostituire Superman nella JSA. Dal momento in cui Terra-2 non esisteva più e Superman (Kal-L) non era mai stato un membro dei veterani della Seconda Guerra Mondiale, usarono come rimpiazzo questo supereroe dotato di superforza, capace di fare grossi balzi e con una vasta invulnerabilità.

Concludiamo con una citazione divertente.
Nel flashback con Lex Luthor, il futuro cattivone pelato viene portato nell'aula delle punizioni perché colto a rubare 40 torte destinate al bake sale della scuola.
Divertente perché in rete è un vero e proprio tormentone, iniziato tutto da un'immagine di The Super Dictionary, un dizionario del 1978 per i bambini, dove, nella specifica immagine si dava la definizione di "forty".

martedì 10 gennaio 2012

Superman #708

Grounded - Part Six
Trama: J. Michael Straczynski
Testi: Chris Robenson
Matite: Eddy Barrows
Chine: J.P. Mayer e Julio Ferreira
Copertina: John Cassaday e David Baron

Un altro numero molto interessante, diviso in due parti, la prima piena di fantascienza e la seconda legata a Wonder Woman.

La prima, che dura solo 6 pagine e mezzo, è decisamente la migliore, Superman e la sci-fi sono un'accoppiata vincente. Poi i disegni di uno strepitoso Barrows, capace di rendere al meglio tutti quei personaggi e gli ambienti, non hanno che giovato ulteriormente al risultato finale.
Mi ha fatto molto piacere la citazione a One Million di Morrison, ogni volta che viene citato qualcosa di quella saga, apprezzo sempre!
Peccato solo per una cosa... ancora una volta ci si domande se debba esserci un Superman. Tema iniziato dal sommo Meggin, che all'ennesimo riutilizzo, un "che palle" sorge spontaneo.

Della seconda parte c'è poco da dire, fila giù liscia, portando avanti di un mezzo passo la trama principale ma non lasciando molto al lettore, fatta eccezione per l'ispirazione che dà Superman alla "nuova" Wonder Woman.
C'è da dire però che vedere l'Uomo d'Acciaio scontrarsi con eventi naturali o di criminalità comune, anziché i varia super criminali, è sempre un punto a favore per me.