domenica 29 dicembre 2013

Quella Casa Nel Bosco

Non proprio un horror ma un film che fa il verso a tutte quelle cagate che escono ogni anno, del solito gruppo di amici che va in un posto sperduto e poi succede il casino. E questo verso lo fa sia prendendosi sul serio che puntando sul lato comico di qualche personaggio cazzone.
Oltre a questo fare il verso c'è da menzionare la trama davvero originale, un Attenzione Spoiler: Carletto il Principe Dei Mostri che incontra Pearcy Jackson, c'è Mostrolandia e ci sono gli dei.
Non perdetelo, una pellicola davvero riuscita, per nulla scontata ed originale al punto giusto.

lunedì 25 novembre 2013

Un Weekend Da Bamboccioni 2

Mentre nelle sale stravince una porcata all'italiana come l'ultimo film di Zalone, nella capitale a fatica ho trovato un cinema che trasmettesse il primo sequel nella carriera di Adam Sandler. Sicuramente dovuto alla scarsa spinta commerciale. Personalmente sono andato al cinema senza aver mai visto il trailer, solo per fiducia dopo aver visto il primo, anch'esso immeritatamente passato inosservato.
La pellicola pur non avendo una trama ben orchestrata come la precedente e con un titolo italiano che non c'entra nulla dato che di weekend non ce ne è neanche l'ombra (ma solo la fine della scuola e l'inizio delle vacanze), riesce a far sbellicare dalle risate molto di più. Penso siano stati veramente pochi i momenti che ho passato non ridendo.
Se riuscite a trovarlo ancora in qualche sala, correte perché ve lo consiglio caldamente, altrimenti recuperatelo non appena esce a noleggio o in vendita o su Sky.

lunedì 28 ottobre 2013

Resident Evil Revelations

Ritorno alle origini? Non proprio, però ci si avvicina molto a quei fantastici primi capitoli, lontano ricordo dopo le schifezze del quinto e sesto capitolo, che hanno abbandonato il survival per diventare total action horror.

Uno dei maggiori punti di forza di questo titolo sono gli ambienti classici o, come li chiama qualcuno, "claustrofobici", come corridoi stretti che non danno respiro, in cui non sai mai chi puoi trovare dietro l'angolo, salvo qualche rumore che ti fa presagire qualcosa. Nonostante la differenza coi primi RE in cui c'era la telecamera fissa, qui anche se te la gestisci tu, in ambienti così chiusi cambia ben poco.

I nemici non mi sono piaciuti tutti. Pollice in su per i lupi, che ricordano i dobermann dei bei tempi andati, e gli Ooze, lenti ma pericolosi come i cari e vecchi zombie, anche se mi sembrano più dei mostri di Dead Space.
Viceversa, questi nuovi Hunter, soprattutto quando attaccano in massa, danno una spinta troppo action al gioco.

La storia, nonostante non ci sia più la Umbrella, è ben realizzata e originale ed ho trovato la suddivisione a episodi molto buona. Oltre a ricordare una serie TV, l'alternarsi dei personaggi da giocare costituisce un ulteriore punto a favore perché non induce a farti stancare e/o stressare. Vuoi riprendere fiato da tutti queste zone chiuse? Non c'è problema, subito dopo è facile capitare in un momento più d'azione e in ambienti aperti. E questo ti fa proseguire, pensando tra te e te "ma sì, continuiamo ancora un po'".

Un altro elemento positivo è la linearità, simile al già citato Dead Space. Non si va avanti e indietro a vuoto come accadeva nei primi RE per cercare di capire cosa diavolo ti fossi dimenticato, una combinazione o una chiave, per proseguire. Cosa che spesso ho ritenuto frustrante.

Tutto rose e fiori? Ma neanche per niente! Un gioco che per me poteva ricevere tranquillamente 4 stelle o 4 e mezzo, cala drasticamente per l'esaurimento nervoso che mi ha causato coi mostri di fine livello, soprattutto quelli dell'undicesimo e dodicesimo capitolo ma anche quello che gridava "mayday" non è stato da meno. Più volte ho rischiato di fracassare il Dual Shock sul pavimento.
Solitamente questi nemici danno delle difficoltà iniziali, fino a che non si scopre la strategia per sconfiggerli e tutto magicamente appare più facile. In Revelations scordatevi la strategia, salvo quella del punto debole, scontata e poco efficace. Dovete solo scaraventare quante più munizioni avete, spesso venendo colpiti senza alcun motivo come quando il nemico è ben distante, fino a che 'sto maledetto bastardo non crepa!

★★/5 è il mio voto.

venerdì 25 ottobre 2013

Rain

Ancora una volta, come per Limbo, ecco la poesia applicata ai videogame e ancora una volta, questo media, dimostra la sua continua evoluzione in quanto forma espressiva d'arte, non solo un passatempo per rincitrullire i giovani.

Ho letto molte lamentele riguardo la longevità. Ma dove cazzo sta scritto che per avere una longevità da voto alto, bisogna avere un gioco di minimo 20 ore? Mai visto dei corti cinematografici? Provateli che alcune volte escono fuori piccoli capolavori, alla faccia dei blockbuster da 2 ore.
E se il problema è il prezzo, eccessivo per meno di 2 ore di gioco, aspettate qualche offerta e non rompete i coglioni!

Grossi pro:
- colonna sonora e riprese con telecamera automatica, spettacolari!

Piccolo contro:
- grafica così così, brutta pioggia ed edifici a bassa risoluzione, buona l'acqua nelle pozzanghere ma non quella che "cade" (per modo di dire) sui corpi dei protagonisti e dei loro nemici.

lunedì 7 ottobre 2013

The Last of US

Messo da parte tra inizio luglio e fine settembre per i motivi che ho citato nel mio precedente post, sono riuscito a completare il capolavoro della Naughty Dog.
C'è altro da aggiungere a quelle mie prime impressioni avute a inizio giugno (che confermo), dopo aver provato la demo? Non molto, è un capolavoro. Miglior gioco in assoluto di questa generazione di console.
Quello che mi preoccupava di più era la longevità. I 3 Uncharted, ad esempio, si finiscono in un attimo. Ma nessun problema, dura molto di più dei titoli dedicati a Nathan Drake, senza stancare, senza ripetersi. E' un on the road che non torna mai sui propri passi, nessun luogo viene visitato più di una volta.

Grazie ancora una volta, Naughty Dog, per puntare tutto su generi che oggi non vanno più di moda, dato che i bimbiminkia/casual gamers li snobbano.

lunedì 30 settembre 2013

Rochard

D'estate il tempo di chiudersi in camera a giocare davanti un televisore, diventa davvero risicato. C'è il lavoro che occupa la maggior parte della giornata, qualche ora di sonno e poi? Ci si va a sballare in giro, si beve, si balla, si ribeve, si ammirano quelle belle gambe femminili all'aria e le scollature che lasciano poco all'immaginazione. Di giorno, quando non si lavora, la spiaggia è la meta. Insomma, quando si gioca? In quei brevi frangenti tra la doccia, che ci libera dalla fastidiosa salsedine, e la cena. Ed è qui che entra in atto questo grazioso puzzle-platform a scorrimento orizzontale nelle vecchie e care due dimensioni.
Rochard è un titolo leggero, spensierato che ti incastra coi suoi rompicapi giusto per quei brevi attimi di cui disponi.
Un indie da non perdere, coinvolgente soprattutto per il lato puzzle, un po' meno la storia, che non è nulla di che. Ben fatti anche gameplay, grafica ed audio.
Mi ha ricordato quando da piccolo mi innamorai per la prima volta dei videogame, quando ero tra i banchi di scuola e non vedevo l'ora di tornare a casa per continuare a giocare col titolo di turno. Emozione che difficilmente riescono a farmi venire i blockbuster di oggi, salvo rari frangenti in quelle svariate ore di gioco.

4 stelle e mezzo se le merita tutte!

sabato 6 luglio 2013

La mia macchina del tempo

Chi mi conosce sa che sono un nostalgico e di tanto in tanto, solitamente una volta l'anno tra maggio e luglio, mi piace rivivere i momenti del periodo che preferisco in assoluto della mia vita, ovvero l'infanzia, quegli anni che vanno tra l'88 e il '94.

Per riviverli mi serve tornare indietro nel tempo e per tornare indietro nel tempo mi serve la fantomatica macchina del tempo. Ognuno la immagina o costruisce come vuole.
La mia l'ho costruita così:
- ho recuperato tutte quelle cose che da piccolo mi rincoglionivano, ovvero videogiochi (del Sega Master System) e cartoni animati (trasmessi su Junior TV - RIP - e su Super 3 - RIP 2). Sarebbe fantastico recuperare anche i programmi per bambini come Bim Bum Bam, Solletico o il già citato Junior TV ma è una cosa impossibile.
- mi siedo comodamente davanti un televisore, lo accendo, inizio a giocare o guardare il cartone di turno (oggi è toccato a Dr. Slump), chiudo gli occhi per una piccola frazione di secondo, li riapro e sono di nuovo in una di quelle calde estati della mia infanzia, la cicale fanno un gran baccano, mia madre prepara qualcosa di fresco per pranzo, tipo il suo solito pane con pomodoro spalmato, condito con olio e sale, mi sorella ed io siamo in salone che aspettiamo guardando Nino il Mio Amico Ninja su T.R.E. (ben prima che diventasse Super 3), sul mobile c'è poggiato il libro delle vacanze, iniziato con entusiasmo perché pareva un gioco ma famoso per diventare un ottimo raccogli polvere nei giorni subito dopo la fine della scuola, come ogni anno...

Ho dimostrato di poter viaggiare nel tempo, coi ricordi, usando qualcosa che stimoli la memoria, tanto si sa, il cervello umano è un videoregistratore che immortala ogni singolo momento della nostra vita, anche se non ci ricordiamo tutto. Voi ne siete capaci?

Attenti però, che nei viaggi a ritroso la lacrimuccia è quasi sempre inevitabile.

In questo video invece lo hanno fatto fare a Bonolis il viaggio nel tempo... ma anche a tutti noi sulla trentina che abbiamo visto questa bella rimpatriata:



lunedì 24 giugno 2013

BioShock

Assuefatto dal capolavoro Naughty Dog, mi sono completamente dimenticato di commentare l'ultimo titolo che mi ha tenuto impegnato per un po' di tempo... e qui veniamo subito al maggior difetto, almeno per me, di BioShock, ovvero la longevità. Per i miei gusti è troppo lungo, tanto che come per Dishonored, verso la fine non ce la facevo più e lo ho accantonato. Ma sicuramente questa esasperazione finale è dovuta al mio vizio di visitare ogni angolo, anche più volte.

Altro difettuccio da poco sono armi e abilità, un po' troppe, tanto che alla fine ne usi un quarto e sempre le solite. Alcune neanche le ho sbloccate tanto mi sembravano inutili. Ad esempio, la macchina fotografica, utile ad aumentare il danno contro uno specifico nemico, ma chi l'ha mai usata? Giusto un po', sporadicamente e se me ne ricordavo. Il gioco si finisce tranquillamente anche senza questa (in)utilità.

Grafica e giocabilità sono nello standard degli sparatutto di questa generazione, mediocre la prima e più che buona la seconda.

I punti forti, che mi fanno promuovere BS con un bel 4/5, sono l'atmosfera/ambientazione horror, in alcuni punti la tensione s'è fatta forte, e la storia, abbastanza originale, con più di un colpo di scena, uno in particolare molto bello, ed un finale che strappa un sorriso, almeno quello che ho visto io, salvando tutte le Sorelline.

A chi non ci ha ancora giocato, consiglio fin da subito la modalità "survivor", sempre che sia disponibile fin dal prima partita, in caso non lo sia, cercatevi un salvataggio online. Facendo così eliminerete il difetto delle armi e abilità in eccesso ed accentuerete il pregio horror!


p.s. i contenuti bonus non li ho provati, mi sembravano delle banalità uscite a suo tempo per raccimolare qualche spiccio in più.

domenica 2 giugno 2013

The Last of Us - la demo!

Il 16 giugno è ormai vicino... ERA ORA! Ma per superare questi ultimi giorni di trepida attesa, ci pensa la demo del gioco, uscita in anteprima insieme a God of War III.
Un minuscolo assaggio, saranno 10 minuti di gioco ma sono sufficienti per farsi un'idea.

  • E' un survival horror, checché ne dicano quelli della Naughty Dog. Me la sono fatta quasi addosso, forse più per la difficoltà che per quei momenti in cui senti i rumori, sai che ci sono tanti infetti, cerchi di nasconderti ma quando sembra che se ne stia andando, ecco che ti vede e lanci un "vaffanculo". Diciamo che per assaporare al meglio lo stealth, bisogna rigiocare più volte lo stesso punto.
  • E veniamo alla giocabilità. Probabilmente bisogna farci la mano dato che usa dei comandi atipici, però per ora non è che mi sia trovato benissimo, soprattutto quando sei inseguito e devi cambiare velocemente l'arma. Il combattimento corpo a corpo con mazze o spranghe di ferro, seppure i nemici siano tosti, è realizzato bene, mentre quello con l'arma da fuoco è abbastanza difficile, puntare mentre questi corrono, senza una funzione di puntamento automatico, non è il massimo. Tenendo conto che non stiamo parlando di uno sparatutto, quindi sprecare munizioni a cazzo di cane, perché non ce coji, è una cazzata.
  • La grafica è sublime ma non mi aspettavo altro.
Fra una ventina di giorni, l'ardua sentenza, non appena avrò finito il gioco completo.

giovedì 7 marzo 2013

Limbo

Con Limbo ci troviamo di fronte ad un autentico piccolo gioiello dei videogames prodotti da sviluppatori indipendenti.
Un puzzle-platform bidimensionale a scorrimento che riesce ancora oggi, quando da oltre un decennio il genere è stato quasi del tutto abbandonato, ad essere originale, una cosa che non si era mai vista dato che usa il bianco e nero e le silhouette. Da non considerarsi pigrizia o un limite dello sviluppatore, dietro c'è grande arte e, suppongo, dato che non sono del campo, tanto impegno.
Non c'è un'ambientazione fissa, si passa da un bosco ad un villaggio indigeno, arrivando in città, fino ad una fabbrica.

All'inizio qualcosa mi ha riportato ad un bel titolo analogo per la prima PlayStation, Heart Of Darkness, forse il bambino come protagonista o l'oscurità. Ma in Limbo c'è tanto di quel macabro, come le varie morti violente del nostro avatar, che presto ci si dimentica del vecchio titolo più solare e fanciullesco.

Se devo trovare il pelo nell'uovo, dico la storia... ma alla fine cosa è accaduto a 'sto ragazzino? Dal finale direi che Attenzione Spoiler: stava giocando sulla casa sull'albero, è caduto, è finito in coma e con lo spirito ha viaggiato in questo limbo, fino a tornare da una donna, chinata ai piedi dell'albero. La mamma accucciata a soccorrere il figlio? Boooh??
Alla fine chissene, la storia non è affatto rilevante in Limbo.

Un capolavoro che non potete assolutamente perdere, cacciate 'sti due soldi o scaricatelo, però GIOCATECI!

domenica 24 febbraio 2013

Binary Domain

Un pizzico di Battlestar Galactica (tostapane/facce di latta-Figli del Nulla), un cucchiaio di MGS e un po' di spezie al sapore di A'sC (robottoni, cospirazioni governative e non, suoni ed interfaccia del menù), sono questi gli ingredienti per questo bellissimo gioco, passato ingiustamente inosservato.

Storia avvincente e coinvolgente, senza dimenticare qualche colpo di scena. Personaggi perfetti e azzeccatissimi, dal cazzone/sbruffone allo stronzo, passando per il taciturno ma sempre efficace. Doppiaggio italiano ben fatto. Colonna sonora ottima, era da MGS2 e SH2 che non ne rimanevo così colpito (tanto che raramente le cito nei miei commenti). Longevità ben bilanciata per un titolo lineare, più lungo di Vanquish e più corto di Dead Space 2. Giocabilità da 5 stelle.

Carino l'uso del microfono per interagire con gli altri personaggi. Trattandosi della mia prima esperienza, mi aspettavo qualcosa di più macchinoso, invece le IA funzionano bene e le parole vengono riconosciute facilmente.

Mi alzo in piedi, faccio un plauso ed esclamo ad alta voce un BRAVO (à la francese) alla SEGA!
Fate un favore a voi stessi e recuperate Binary Domain.

mercoledì 13 febbraio 2013

Vanquish

Videogioco decisamente coatto. Azione, azione e azione con, forse, una qualche trama, non lo so perché l'ho sorvolata, volevo solo smanettare il più possibile il Dual Shock senza preoccuparmi troppo del resto... anche se i video spesso interminabili hanno un po' ostacolato questo mio desiderio.

Dopo gli ultimi due titoli giocati, avevo bisogno di qualcosa di leggero e Vanquish è caduto a fagiolo (consigliato da un'amica). Puro intrattenimento spensierato.
E poi è corto! Per i miei gusti, una longevità così breve è sempre ben accetta.
Thumb up per grafica, davvero ad alti livelli, e giocabilità.

Peccato giusto per un paio di difetti, come l'audio di merda che non faceva capire quasi un tubo dei dialoghi, anche abbassando notevolmente il volume degli effetti e delle musiche, lasciando al massimo le voci. Oltre a questo, m'ha causato forti bruciori agli occhi... ma questo, forse, è solo un problema legato alla mia vista difettosa.

A parte questo, per me 4 stelle se le merita tutte! ★★★★/5

domenica 3 febbraio 2013

Dishonored

Circa 20 giorni per completare un videogioco abbastanza breve. Questo sono io, fissato con la perlustrazione totale degli ambienti, anche quando non è richiesto, fissato col fare l'uso di tutte le vie che portano all'obbiettivo, durante la MEDESIMA PARTITA (e in Dishonored ce ne sono sempre almeno 3), fissato con la perfezione e così quando non concludo le azioni nel migliore dei modi, ricomincio il quadro (sì, "quadro", so' vecchio e mi piace chiamarlo così dato che ai miei tempi non c'erano i capitoli ma i quadri).
Purtroppo questo mio brutto vizio mi ha portato a soffrire durante gli ultimi due o tre capitoli, rendendo l'esperienza estenuante.

Ma passando oltre i miei problemi di modus giocandi (lo so, in latino non si dice così ma se uso il verbo "ludo" perde il verso al termine "modus operandi"), siamo di fronte ad un ottimo videogame, piuttosto originale, tenendo conto che di solito il gameplay in prima persona è riservato agli sparatutto. Guardando il trailer, infatti mi sono detto "ehi, non è il solito gioco in prima persona, mi ricorda il sottovalutato e forse dimenticato Mirror's Edge", probabilmente perché ci si arrampica su edifici, soffitte, impalcature...
Oltre questo, ci troviamo di fronte a un titolo che ti prende e ti incolla al televisore, non tanto per la storia me per la parte giocata, ti dona voglia e curiosità, quasi dipendenza nell'andare alla scoperta di come si vada avanti, se lì o là, se su o giù. Una prerogativa che in passato ho sempre avuto con la serie Tomb Raider.

La grafica non è delle migliori ma per me 'sto aspetto non è essenziale, quindi chi se ne frega!

La giocabilità invece è eccellente. Impossibile bloccarsi perché non si riesce ad effettuare un'azione come vorremmo.

Dishonored lo riterrei perfetto se non fosse per un banale difetto, che facilmente si sarebbe potuto evitare e che avrebbe invogliato di più il giocatore verso un'altra partita, ovvero ciò che affligge alcuni titoli, l'impossibilità di rigiocare una partita scegliendo il capitolo che si vuole o farlo coi vari potenziamenti ottenuti, tra poteri ed armi.
Senza che vada a ripetermi, basta riprendere il mio ultimo intervento nel blog, quello su I Am Alive, perché questa mancanza è pressoché identica. Anche per l'obbligo di tenersi un salvataggio subito prima della conclusione, unico modo per rigiocare tutti i capitoli... almeno penso, perché io durante l'esperienza di gioco, ho sempre avuto un grosso lucchetto su ogni capitolo.

Sorvolando questa sola unica nota dolente, accattatevillo, altrimenti a perderci siete voi!

lunedì 28 gennaio 2013

I Am Alive

Giocato tra i primi di dicembre e le vacanze natalizie, nell'attesa dell'imminente titolo analogo, The Last Of Us (poi rimandato a maggio), con sommo piacere.

Ha più di un difetto, come l'uscita posticipata per troppo tempo (con ulteriori 6 mesi per i possessori della PS3) che lo ha un po' invecchiato e la conseguente grafica non ad alti livelli, mascherata in modo paraculo con la polvere (metodo che funzionò alla grande col primo Silent Hill, che oltre a nascondere i limiti grafici, aggiunse un qualcosa in più che oggi è diventata storia - la cosa si ripete anche qui). Altro difetto è l'impossibilità di giocare una seconda partita con gli oggetti raccolti la prima volta, insomma, il salvataggio alla fine te lo sbatti al ca-- anche perché non è possibile rigiocare i capitoli a scelta, magari per completare il gioco al 100% o ottenere nuovi trofei (per chi è interessato). O lo ricominci daccapo o ti tieni il salvataggio poco prima della conclusione, scegli il capitolo ma poi vengono cancellati tutti quelli seguenti.
Personalmente avrei aggiunto più tensione, dirigendolo più nella direzione del survival horror che dell'azione.

Veniamo ai pro. Difficile al punto giusto, una sfida continua che non stressa. Forse giusto un po' dure le scalate o i momenti nella polvere, che ti mettono prescia per non iniziare a perdere la salute.
Longevità ben calibrata come la difficoltà, non finisce subito ma non dura neanche troppo.
Lineare se vuoi, leggermente aperto se vuoi andare alla ricerca di gente da aiutare per le missioni secondarie, utili per prolungare l'esperienza, ottenere i "riprova" (che a me non sono serviti a molto, se non ero soddisfatto dal mio operato, ripartivo dall'inizio del capitolo) o trofei e punteggio/percentuale di completamento più alti.
Nulla da dire sulla discreta giocabilità.

Bel titolo da provare almeno una volta. Non originalissimo, un post-apocalittico con la polvere (che fa il verso alla nebbia di Silent Hill) che intimorisce il giocatore, ma neanche un tema visto e rivisto, anzi, oggi molto raro.
Imperdibile per chi s'è rotto di giocare sempre alle stesse cose che si copiano fra loro.

mercoledì 16 gennaio 2013

Assassin's Creed III

Difficile dare un giudizio univoco, come nei precedenti capitoli, ci sono pro e contro. Resta comunque un titolo da avere assolutamente. Proverò a fare una pagella stile calcio, dando un voto con successivo commento ad ogni categoria.

Storia: ★★★★★/5
Coinvolgente e avvincente e non solo, porta al pettine tutti i nodi, chiude tutti i cerchi aperti, facendo combaciare tutto nel modo più appropriato. Infine, Connor non fa rimpiangere Ezio, al quale immagino che tutti si fossero affezionati.

Grafica ★★★★/5
Sarebbe stato da dare il massimo a questo videogioco, stando alle potenzialità della console... ma poi per caso ho notato l'erba. Questo piccolo particolare mi ha deluso tantissimo, l'erba bidimensionale in un ambiente tridimensionale. Provo a spiegarmi meglio. Quando si è accucciati tra l'erba sembra tutto fatto bene, fino a che non vi spostate da un'altra angolazione ed ecco che si avrà "l'effetto foglio" guardandola di profilo, cioè che pare sia stata disegnata su di un foglio di carta, ritagliata e messa lì come una scenografia da teatro.

Longevità: ★★★/5
Da dividere in 3, quella totale, quella principale e quella essenziale.
La prima è estenuante, veramente troppo lunga. Finito il gioco non arrivo al 70%, mi ero promesso di tornarci a tempo perso ma proprio non mi va. La seconda è forse troppo corta tanto che ci rimani male alla fine, "ma come, già finito? Tutto qui?" sarà la domanda che vi farete. La terza invece posso dire che sia giusta, aiuta la longevità ma non ti sfinisce, senza dimenticare che aiuta a facilitare il gioco.

Giocabilità ★★★★/5
E' migliorata tantissimo, dal primo capitolo è stata un continuo crescendo. Non è mai stata pessima ma sicuramente sempre da migliorare. Quella di questo capitolo è ottima ma non da lode, non è abbastanza per raggiungere la perfezione. Così mi sono ritrovato ancora una volta in difficoltà quando volevo arrampicarmi da una parte e invece finivo da un'altra e cose simili.

Missioni secondarie ★★★★★/5
Ormai la ripetitività non è più di casa, cambiano i luoghi, tra città, boschi e mare, cambiano le cose da fare anche se si tratta sempre di aiutare qualcuno.