lunedì 9 aprile 2018

Child of Light

Per la gioia dei pochi videogiocatori che mi seguono, torna lunedì videogiochi, la rubrica aperiodica che tratta di una delle mie passioni preferite! Esiste modo migliore per cominciare la settimana col giorno che odia chiunque, tranne i parrucchieri?
L'articolo è lungo (secondo i miei standard, altrimenti è cortissimo), quindi se ci tenete a sapere la mia ma oggi vi sentite pigri, ci sono i grassetti ad aiutarvi e il finale in cui riassumo in breve, in ogni caso potete completare la lettura in massimo 2 minuti, altrimenti per la lettura integrale sono 5!).

Recuperato parecchio tempo fa ma messo da parte, avevo provato a farlo iniziare alla mia ragazza ma non ci ha capito più nulla subito dopo i primi passi... non è un titolo per tutti, non è né per i più piccoli e né per gli inesperti, nonostante l'apparenza.
Poi verso la fine dell'autunno, ho deciso di prenderlo in mano io ed è subito stato amore a prima vista, anche se speravo che fosse uno di quei titoli PSN che hanno una longevità umana ma, nonostante non sia un titolo lunghissimo, non è così. Con impegno sono arrivato quasi alla fine in pochi giorni ma poi è arrivato il periodo migliore dell'anno e l'ho accantonato. Solo la scorsa settimana mi sono deciso a riprenderlo e completarlo. Era rimasto davvero poco...

Una giovane principessa, Aurora, cade in un sonno che ricorda quello della Bella Addormentata nel Bosco e si risveglierà in un mondo fantastico.
Una fiaba fantasy apprezzabile anche da chi ama tutt'altro genere. Però ha un difetto che ho trovato piuttosto ostico, ovvero la narrazione per rime, da parte dell'unica voce narrante che si sente, che mi ha creato difficoltà nel seguirla e molti passaggi neanche li ho capiti (ad esempio non ho capito il passaggio da bambina ad adulta). Nonostante ciò stiamo parlando di una poesia adattata a videogame, quindi un applauso non glielo toglie nessuno!
All'apparenza è un platform a due dimensioni, invece è un GDR puro, coi classici combattimenti a turno casuali (non proprio a caso, se vuoi li eviti ma poi non aumenti di livello e i combattimenti successivi risultano difficili, quindi alla fine te li vai a cercare apposta). Però da non amante del genere, li ho trovati piuttosto semplici e mai troppo invasivi.
L'aumento di livello procede senza troppa difficoltà. Anche la scelta delle abilità da far evolvere, è piuttosto semplice, con 3 diversi percorsi lineari per ogni personaggio.
C'è poi l'utilizzo in tempo reale della lucciola (Ingniculus) che posizionata sui nemici ne rallenta la loro barra del turno o se posizionata sui proprio personaggi, ne recupera gli HP. Utile anche nell'esperienza di gioco per accecare i nemici e quindi non fari vedere (e finire in battaglia), illuminare angoli bui e risolvere enigmi.
Mancherà l'acquisto o la vendita degli oggetti, sicuramente amata dagli amanti del genere ma chi se ne frega? Meglio così per chi non ama questo aspetto.
Ed è semplice anche la scelta del personaggio più adatto a sconfiggere un determinato nemico.
L'unica cosa un po' più complicata è l'assemblaggio degli oculi, i frammenti di minerale ma non pensate che siano molto più difficili della combinazione di piantine di Resident Evil. Almeno io non ho approfondito, completando tranquillamente il gioco.
Credo sia l'unico GDR in un ambiente 2-D, o almeno uno dei pochi, elemento col quale si mantiene la linearità, anche se poi dobbiamo ripassare più volte sugli stessi percorsi per cercare tutti gli oggetti e i passaggi segreti.

Proprio perché non si tratta di un platform, quasi ad inizio gioco si acquista il dono del volo, grazie al quale si potrà evitare qualsiasi nemico e raggiungere qualsiasi punto, senza usare l'ingegno utile nei puzzle game.

La grafica è ottima, colori e definizione lo rendono un ottimo prodotto a due dimensioni. So che esiste una versione per nuove generazioni ma quella per la precedente, io sto recensendo quella per PS3, è più che soddisfacente!
La parte che più ho adorato sono gli sfondi che hanno scene interessanti (tipi giganti che camminano) ma che non interagiscono, un po' come per Brothers: A Tale of Two Sons, in cui ti facevano stringere abbastanza il sederino!
La musica e il sonoro sono altrettanto fantastici, utili ad accrescere l'esperienza di gioco.

Ammetto che ancora non l'ho completato al 100% e non parlo dei trofei, che non mi filo quasi mai ma di molti bauli nascosti che mi mancano e un paio di missioni secondarie ma prometto di farlo nei prossimi giorni!

IN BREVE
Child of Light è l'ennesimo titolo a basso costo che se magna e se ricaca tantissimi denominati "tripla A" (io li chiamo giochi costosi e commerciali e noiosi), l'arte applicata al videogioco, come la chiamo da parecchio, in questo caso pura poesia. Nonostante quelli che per me sono difetti (elemento GDR, che non sopporto proprio), mi sento di inserirlo tra i videogiochi che non possono mancare a qualsiasi appassionato dotato di un minimo di buon gusto.

Videogiochi simili che potrebbero interessarti:
- Limbo
Rain
Brothers: A Tale of Two Sons
Braid

16 commenti:

  1. Atmosfere molto suggestive..certo non è il mio genere, ma è fatto molto bene!

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    1. E neanche rende dalle foto!
      Purtroppo l'elemento GDR lo confina un po', altrimenti sarebbe stato davvero per tutti.

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  2. Ahh questo ce l'ho (l'avevano regalato qualche mese fa su PS4), ma l'ho giocato pochissimo.
    Comunque è nella lista di titoli di recuperare ;)

    Adoro i titoli indipendenti come questo, capaci di ritagliarsi una nicchia bella forte.

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    1. Non so quanto sia indipendente essendo della Ubisoft, però ne ha sicurante l'aspetto. Io ormai predilico gli indie per fascino (con l'occhiolino a vecchie glorie) e durata breve.

      Attendo una tua recensione futura!

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  3. Chiami all'appello i tuoi aficionados videogamer e io che faccio, non rispondo?
    Concordo con te che Child of Light è una di quelle produzioni indie che vale la pena sperimentare. Confezionata con cura e con un art design particolare, meglio le fasi esplorative, viste e riviste le meccaniche degli incontri con gli avversari. Anche io l'ho iniziato, ma nel bel mezzo ho perso d'interesse, non perché sia subentrata la noia, ma per il sopraggiungere di "pezzi da novanta". A parte la novità e l'atmosfera iniziale, le meccaniche diventano - come per tutti i videogiochi - ripetitive e l'andare avanti diventa un po' "prevedibile".
    Da questo punto di vista mi ha deluso un po', perché la storia - come tu descrivi - è frammentata, al contrario di un'altra perla indie, pubblicata sempre da Ubisoft, appena prima di questa, Valiant Hearts.
    Lo consiglierei a chi amante dei GDR con scontri a turni, vuole farsi trasportare in una piccola poesia fatta di bit e byte.

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    1. E be', direi! Ti venivo a prendere per le orecchie se non passavi 😝
      Concordo sulla fase esplorativa anche se l'ho apprezzata di più prima del dono della ali, essendo più impegnativa.
      Forse sì, spesso è prevedibile, soprattutto per chi gioca da una trentina d'anni.
      È abbastanza corto, potresti tranquillamente riprenderlo e finirlo in poco tempo, però se non c'è uno stimolo, ti capisco.
      Peccato per la storia frammentata che ti fa perdere, dopo un inizio piuttosto semplice.
      Valiant Heats non lo conosco e vado subito a recuperarlo! Sembra un po' Rocketbirds: Hardboiled Chicken.
      Gli amanti del GDR sicuramente lo possono apprezzare ancora più di me.

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  4. Child of Light è il mio idolo Riky-oh :D (personaggio di un celebre manga). L'idea della narrazione in rima è fantastica, altroché! Mi piace molto l'idea della lucciola. Però sono sorpreso: hai giocato e recensito un gioco con una BAMBINA protagonista XD

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    1. Riki-oh l'ho cercato su Google ma non ho capito l'analogia con Child of Light. C'è solo Child of Destruction...
      A me la poesia sta abbastanza sulle palle, probabilmente è per quello che non ho apprezzato la narrazione in rima. Ho fatto fatica a capire i passaggi. Spesso per fare attenzione alle rime, ci si dimentica della scorrevolezza.
      La lucciola volendo può essere controllata da un secondo giocatore.
      Eh, ogni tanto mi tocca fare delle eccezioni dato che ne vale davvero la pena. Non impazzisco neanche per le donne protagoniste.

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    2. Sì il child of destruction è il fratello cattivo :D.

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  5. I giochi platform al momento, a parte Rayman Origins l'anno scorso, non fanno più per me, cambiano i tempi e cambiano altresì le esigenze ;)

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    1. Vero, anche io ho cambiato molto confronto ai tempi della PS2.
      Comunque questo è un mezzo platform, è più un GDR, un GDR mascherato da platform, ecco.

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  6. Se non fosse per i combattimenti in stile turno, mi piacerebbe anche: grafica e storia sembrano carinissime.
    Purtroppo ormai non sopporterei quel modo di combattere, preferendo azione in tempo reale e non a turni tipo partita a carte...

    Moz-

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    1. Questi titoli sono perfetti senza alcuna azione, solitamente si fugge e basta, però sì, tra le due anche io avrei preferito quella immediata.

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  7. Anni fa avrei voluto comprarlo in negozio - mi pare ci fosse una bella confezione deluxe a prezzo contenuto, ma nonostante ciò, altre spese mi hanno fatto perdere il treno :(
    Comunque, non escludo una spesa sul psn in futuro: sembra pregevole per tanti motivi e a me gli rpg - fatti bene - piacciono molto.
    Il fatto che l'elemento platform sia smussato è un ulteriore pregio: sono un po' impedito con i salti al millipixel e cose simili :P

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    1. In pratica quelli che per me sono difetti (o mancanze), per te sono pregi, quindi se a me è piaciuto a te piacerà ancora di più. Devi assolutamente prenderlo!

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