Ero in cerca di fumetti estivi e mi è capitato questo numero di Lamù, il quarantesimo edito da Edizioni Star Comics, ospitato su Young n. 73 di giugno 2000. Casualmente, proprio nel mese nel quale debutta l'estate, erano capitate queste storie a tema estivo. Casualmente perché i tankobon venivano spezzati (un numero italiano contava poco più di mezzo volume giapponese, un 55-60%) e non è detto che un manga iniziasse nello stesso periodo in cui era iniziato nel Sol Levante.
Dopo la seconda parte di una storia iniziata nel precedente numero, si parte con "Zuppa di Mare", dove i personaggi sono ospiti di casa Mendo, in costume da bagno in una piscina che prende l'acqua direttamente dal mare del Giappone, tramite un canale sotterraneo. Questo li porterà ad avere un incontro con un grosso calamaro, risucchiato dai canali.
Non so chi sia Ryu, ha l'aspetto di un ragazzo ma è una ragazza con fasce che stringono e nascondono i seni, cosa che non ha ingannato Ataru, il quale è attratto da lei come con tutti i personaggi di sesso femminile.
Si prosegue con "Liscia Come il Sapone" che però non è molto estiva. Lamù prepara un sapone fatto in casa e poi se ne va a giocare a tennis con Ataru, Sakura e un gatto gigante. È estate perché si sentono le cicale cantare e per i vestiario. Sotto le docce le due ragazze si scambiano per errore il sapone e Sakura, che ha un appuntamento, diventa super scivolosa e iniziano una serie di equivoci con Tsubame.
Divertente Ataru che cerca sempre di insersi nei dialoghi tra i due.
E arriviamo alla più estiva di tutte e che dà il titolo al numero, "Un Estate al Mare". I ragazzi vanno al maree trovano la pensione marittima Amo il Mare e la trovano in rovina. Il signor Fujinami incolpa la figlia Ryu ma è un gran bugiardo. I due battibeccano fino a fare una sfida di cucina, lui coi calamari e lei con le pannocchie.
Alla fine credo di aver capito che Ryunosuke è solo un maschiaccio, lei si definisce al femminile ma il padre parla al maschile quando si riferisce alla figlia, nel suo immaginario è attratta dalle donne, poi se sia lesbica o meno non lo so.
Alla fine ho ceduto e sono andato su Wiki/Fandom (preferisco sempre far lavorare il cervello e arrivare a conclusione da solo) e ho capito, come sospettavo è una Lady Oscar dei giorni nostri.
Per concludere c'è "L'Albero dei Campanelli". A casa di Ataru si schiatta dal caldo e vorrebbe un condizionatore ma i genitori gli dicono di pazientare perché l'estate è quasi finita. Ma ci pensa Lamù a risolvere la situazione, appena tornata da Nettuno, mette dei campanelli che sul pianeta crescono sugli alberi sopra le finestre di casa e finalmente arriva il fresco a costo zero. Ma...
Comunque Nettuno qua non è un pianeta gassoso, bah! Sarà un altro Nettuno...
All'epoca avevo comprato solo il primo numero (o solo un numero a caso, mica ricordo ma lo dovrei avere ancora a casa dei miei) e non avevo proseguito. Dopo circa un quarto di secolo ho riprovato a leggerlo per questo articolo e non capisco il successo della serie. Sono tutti episodi brevi e autoconclusivi con gag più o meno divertenti. Ma alla fine anche Ranma ½ era così, mentre il lavoro di Rumiko Takahashi che amo resterà sempre Maison Ikkoku - Cara Dolce Kioko!
Forse, se si trova da qualche parte, darò una seconda possibilità al cartone che da piccolo guardavo solo per le tette di Lamù (che nel manga stranamente non ha i capezzoli) e non ricordo molto di più.
Chiudo qui i post a tema estivo, anche se continuerò a scendere al mare per tutto questo e il prossimo mese. Ho recuperato altri fumetti ma li rimando alla prossima estate. Purtroppo sono arrivate le pioggie autunnali e ho iniziato a coprirmi un po' di più (solo la sera, nonostante i grilli accompagnino tutte le mie serate in veranda a scrivere, altrimenti calzoncini e infradito fino a dicembre!). Preferisco concentrarmi su Halloween nel mese delle zucche, già da sabato.





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