Los Angeles, anni '80. L'aspirante scrittore Bret e la sua cerchia di amici di una scuola d'élite si confrontano con identità, desiderio e ossessione.
La nuova serie di Ryan Murphy (American Horror Story; Monster; The Beauty) che ha debuttato questa estate su Disney+ (Fx), il 6 agosto in Italia, un giorno dopo gli Stati Uniti e che doveva andare avanti fino al primo ottobre, un episodio ogni giovedì (doveva contarne 10 e invece si è fermata a 9, con il settimo che conta solo 26 minuti, con gli altri che vanno dai 39 ai 55, insomma, hanno fatto un bordello!), si è conclusa di fretta il 10 settembre, dopo tre doppi episodi il 6, il 13 e il 27 agosto.
Qui l'abbiamo vista quasi in contemporanea, a parte la conclusione che è stata rimandata al 27 ssettembre.
Non ho idea di quale fosse l'obbiettivo ma il risultato è quello di un qualsiasi teen drama che ho visto negli ultimi anni.
Le mie due serie preferite di questo genere ma post 2000 sono 90210 (il revival di Beverly Hills 90210) e RiverdaleRiverdale e proprio da queste due ne riprende il maggiore difetto, ovvero degli adolescenti che si comportano come adulti, anche professionalmente. Più che studenti sono lavoratori minorenni.
Gli adulti, nonché tutori legali, fanno da comparse o vengono solo nominati, tranne eccezioni, come era con i Walsh (Beverly Hills), i Wilson e i Clark (90210), gli Andrews, i Lodge e i Cooper (Riverdale).
Per chiudere c'è il progagonista aspirante scrittore e narratore interno che è una copia esatta di Jughead di Riverdale! Non conosco il libro a cui si è ispirato Murphy ma questa similitudine alla serie della The CW (Warner Bros.) mi sembra troppo sospetta!
Fantastici tutti gli attori! Dai figli d'arte di Gere e Crawford a tutti gli altri, con un applauso speciale a Wes Bentley! Che avevo adorato nel film natalizio -2 Livello di Terrore, qui magistrale!
Alla chiusura di questa prima stagione mi sento un po' deluso. Tanto potenziale sprecato da una voglia di diluire le serie, quando ormai vanno molto di più le mini!
Caro Ryan, era proprio necessario che ti impegnassi in tre progetti contemporaneamente, uno antologico (Monster) e due di durata più lunga (questo e The Beauty)? Non era meglio concentrare le energie, prima con una cosa e poi con l'altra?
★★★☆☆

Nessun commento:
Posta un commento