Comunicazione di servizio

Dal 2 aprile 2022 non faccio più recensioni su fumetti, serie TV e film (salvo eccezioni). Non vengo pagato e non ricevo nulla in cambio, quindi torno alle origini, commenti da forum o da bar su ciò che ho letto o guardato, fregandomene del lato tecnico e obbiettivo o cercando di far capire qualcosa anche a chi non conosce l'argomento trattato.

sabato 27 marzo 2010

Caped n.4

Testi: Josh Lobis e Darin Moiselle
Disegni: Sebastian Piriz

Conclusione carina per una mini carina e originale.
Nulla di trascendentale ma i tanti piccoli lati positivi ti spingono a proseguire numero dopo numero. Dal mistero alle occhiatine verso il genere supereroistico, passando per l'idea originale di mettere degli assistenti al servizio dei supereroi.

Peccato per i disegni di Piriz. sia in questo che nel precedente numero, che lasciano un po' a desiderare. Ma anche se fosse stato bravo, non è mai una cosa buona quando cambiano disegnatore a mini in corso.

martedì 9 marzo 2010

Justice Society of America 80-Page Giant

Storia: James Robinson; Felicia D. Henderson; Kevin Grevioux; Jerry Ordway; Jen Van Meter; Zander Cannon; Matthew Sturges.
Matite: Neil Edwards; Wayne Faucher; Renato Guedes; Roberto Castro; Ordway; Jesus Merino; Scott Hampton; Freddie E. Williams II.
Chine: Wayne Faucher; Neil Edwards; José Wilson Magalhaés; John Floyd; Ordway; Jesse Delperdang; Hampton; Williams II.

Albo davvero delizioso! Mi è piaciuta troppo l'idea di base (la Brownstone è come posseduta e tutti i protagonisti hanno la sensazione di trovarsi in un sogno). E' un tema già stato usato in altri media però l'unico che mi viene in mente è una puntata de I Simpson ambientata durante una notte dove la famiglia gialla fa sogni o incubi, uno alla volta. Una delle mie preferite!

Gli "episodi", chi più chi meno, mi sono piaciuti tutti per quanto riguarda storia e testi, i disegni invece no.
Disegnatore di inframezzo è Williams II, incapace, alla DC non so per quale motivo.
Nel racconto di Mr. America c'è un bravissimo Neil Edwards, che forse accompagna la parte più bella.
Quello dedicato a Steel è presentato da Guedes (ecco che fine ha fatto 'sto stronzo) che resta sui livelli di Superman (buoni ma potrebbe fare di più). Anche questa storia molto bella.
In quello di Amazing Man c'è Roberto Castro. Bocciato, non mi è piaciuto granchè.
Ottimo come sempre Ordway che racconta la storia di Wildcat Jr. e finalmente so qualcosa sull'origine.
Molto bravo anche Merino che disegna la storia di Venticella--ah no, si chiama Ciclona.
Non mi sono piaciuti per niente quelli di Scott Hampton nell'ultima parte su Damage, anche se è stato abbastanza adatto al tema.

martedì 2 marzo 2010

Superman Vol 1 #225 (Aprile 1970)

The Secret of the Superman Impostor
Testi: Leo Dorfman
Matite: Curt Swan
Chine: George Roussos (Murphy Anderson per la copertina)

Come consuetudine del pre-Crisis, l'Azzurrone spesso e volentieri si ritrova in missioni spaziali, lontano dal suo pianeta adottivo ed è proprio durante il ritorno da una di queste che inizia il racconto, quando, passando nelle vicinanze di un pianeta alieno, Voltran, viene duplicato da questi esseri bramosi di conquista terrestre, i quali, grazie a un chip nascosto nella testa del falso supereroe, riescono a far provare le stesse sensazioni e ingiurie all'originale. Un modo semplice di sconfiggere il protettore della Terra dato che la copia non ha i suoi superpoteri e può essere uccisa.
Tutta la prima parte della storia gioca proprio su questo, col duplicato convinto di essere l'originale e voglioso di riprendersi i superpoteri. L'originale subisce dei danni lievi (come un gas lacrimogeno) e, ignaro di tutto, si ritroverà in situazioni singolari come quella di lacrimare o starnutire, togliendo addirittura i sospetti da parte di Lois o Jimmy sulla sua doppia identità, i quali credono che il giornalista sia malato.
L'ultima parte vira verso un tono drammatico, con l'essere sintetico imprigionato nella Fortezza della Solitudine per evitare che subisca danni o addirittura ferite mortali, le quali ricadrebbero anche sull'originale. Periodo nel quale si rende conto di essere solo una copia (momento molto toccante che mi ha riportato a storie analoghe viste nel post-Crisis con Bizarro), optando per l'unica soluzione possibile.

Non c'è che dire, i copertinisti di una volta sapevano proprio come catturare l'attenzione di un lettore, spesso addirittura spoilerando la storia, altre volte citando un evento non presente all'interno dell'albo.
Amo il tema della clonazione o dei doppelganger in generale (che siano di un altro universo o di un altro tempo o semplici impostori), la lite del "sono io quello vero""no, sono io!" mi ha sempre colpito fin da piccolo e la cosa continua ancora oggi. Basta guardare la cover di questo numero per capire cosa mi abbia influenzato.
Se proprio devo trovare un difetto alla storia, punto il dito verso l'intelligenza del doppio, certo, non avendo i poteri non ha neanche la superintelligenza ma nonostante ciò si fa ingannare un po' troppo facilmente dagli alieni. Alla fine aveva ricordi e di conseguenza esperienza del Superman originale.
Addirittura tenta il suicidio quando vede che non riuscendo a fermare il suo doppelganger, ritiene che quella ormai sia l'unica soluzione possibile.

Seppure si tratti di una storia Bronze Age, il metodo di narrazione è molto più Silver Age, storia semplice e senza molte pretese ma con unico pretesto, saper intrattenere al meglio il lettore.
I disegni dello storico disegnatore di Superman, invece sono molto più maturi e si nota lo stacco dallo stile che aveva nei precedenti anni.