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mercoledì 8 gennaio 2020

Updated: Superman Vol 1 #225 (Aprile 1970)

Debutta la rubrica che raccoglie vecchi post di quando avevo un seguito pari a zero, rivisti e corretti.

Questo vecchio post, del 2 marzo 2010, voleva essere il primo di una nuova rubrica, chiamata "Riscoprendo Superman", con la quale avevo l'intenzione di pescare a casaccio vecchissime storie sull'Azzurrone e farle conoscere ai lettori di oggi.
Nonostante mi avesse molto soddisfatto, non ebbe mai un seguito, soprattutto per mancanza di tempo ma anche perché non ero molto incoraggiato dall'utenza (nel 2010 impegnavo il tempo libero più per il blog di Superman, con news e recensioni, oggi scomparso).

Non ho intenzione di riprenderla ma solo perché va a interferire con un progetto che ho intenzione di far partire per l'estate.

giovedì 16 settembre 2010

Superman #701

Grounded - Part One
Storia: J. Michael Straczynski
Matite: Eddy Barrows
Chine: J.P. Mayer
Copertina: John Cassaday

Ok, il tema c'è poco da obbiettarlo, è un'emerita cazzata, sia l'idea della passeggiata che la motivazione a quasta ma cavolo come scrive fottutamente bene Stracz! Quanti autori sono in grando di incollarti a un albetto raccontando di SUPERMAN che cammina per le strade? Senza usare eventi catastrofici (e su questo c'è un perculamento velato nei dialoghi della folla che accerchia l'Azzurrone) o villain incredibilmente imbattibili?
Io poi magari sarò di parte, ho sempre preferito le storie in cui Superman salva un gattino sull'albero o ferma dei rapinatori su una macchina in corsa (giusto per prendere i due stereotipi più usati, il secondo anche nel film Hancock), piuttosto che quelle con l'ennesimo supercriminale che da manuale mette in difficolta il supereroe ma questo alla fine trova la soluzione e lo sconfigge.

Bella tutta questa prima parte, dalla prima all'ultima pagina, vignetta per vignetta, dialogo per dialogo, anche Barrows che spesso non è costante, mi è piaciuto per tutto l'albo.
Un po' strana la storiella della cella ma vabbè, non l'ha capita manco il passante e forse manco lui stesso.

giovedì 9 settembre 2010

Superman #700

- the Comeback
- Geometry
- Grounded - Prologue: The Slap Heard 'round the World

Storia: James Robinson; Dan Jurgens; J. Michael Straczynski
Matite: Bernard Chang; Dan Jurgens; Eddy Barrows
Chine: Bernard Chang; Norm Rapmund; J.P. Mayer
Copertina: Gary Frank

La prima storia è bella, lo sarebbe ancora di più se Lois non ripetesse di continuo quanto è dispiaciuta, come sono tristi ora lei e il marito, ma che disgrazia è capitata... Ao! Tuo padre Attenzione Spoiler: era un pazzo maniaco megalomane e sparandosi ha fatto un favore non solo a sé stesso ma a tutta la popolazione terrestre, quindi non ci scassare la minchia!

martedì 2 marzo 2010

Superman Vol 1 #225 (Aprile 1970)

The Secret of the Superman Impostor
Testi: Leo Dorfman
Matite: Curt Swan
Chine: George Roussos (Murphy Anderson per la copertina)

Come consuetudine del pre-Crisis, l'Azzurrone spesso e volentieri si ritrova in missioni spaziali, lontano dal suo pianeta adottivo ed è proprio durante il ritorno da una di queste che inizia il racconto, quando, passando nelle vicinanze di un pianeta alieno, Voltran, viene duplicato da questi esseri bramosi di conquista terrestre, i quali, grazie a un chip nascosto nella testa del falso supereroe, riescono a far provare le stesse sensazioni e ingiurie all'originale. Un modo semplice di sconfiggere il protettore della Terra dato che la copia non ha i suoi superpoteri e può essere uccisa.
Tutta la prima parte della storia gioca proprio su questo, col duplicato convinto di essere l'originale e voglioso di riprendersi i superpoteri. L'originale subisce dei danni lievi (come un gas lacrimogeno) e, ignaro di tutto, si ritroverà in situazioni singolari come quella di lacrimare o starnutire, togliendo addirittura i sospetti da parte di Lois o Jimmy sulla sua doppia identità, i quali credono che il giornalista sia malato.
L'ultima parte vira verso un tono drammatico, con l'essere sintetico imprigionato nella Fortezza della Solitudine per evitare che subisca danni o addirittura ferite mortali, le quali ricadrebbero anche sull'originale. Periodo nel quale si rende conto di essere solo una copia (momento molto toccante che mi ha riportato a storie analoghe viste nel post-Crisis con Bizarro), optando per l'unica soluzione possibile.

Non c'è che dire, i copertinisti di una volta sapevano proprio come catturare l'attenzione di un lettore, spesso addirittura spoilerando la storia, altre volte citando un evento non presente all'interno dell'albo.
Amo il tema della clonazione o dei doppelganger in generale (che siano di un altro universo o di un altro tempo o semplici impostori), la lite del "sono io quello vero", "no, sono io!" mi ha sempre colpito fin da piccolo e la cosa continua ancora oggi. Basta guardare la cover di questo numero per capire cosa mi abbia influenzato.
Se proprio devo trovare un difetto alla storia, punto il dito verso l'intelligenza del doppio, certo, non avendo i poteri non ha neanche la superintelligenza ma nonostante ciò si fa ingannare un po' troppo facilmente dagli alieni. Alla fine aveva ricordi e di conseguenza esperienza del Superman originale.
Addirittura tenta il suicidio quando vede che non riuscendo a fermare il suo doppelganger, ritiene che quella ormai sia l'unica soluzione possibile.

Seppure si tratti di una storia Bronze Age, il metodo di narrazione è molto più Silver Age, storia semplice e senza molte pretese ma con unico pretesto, saper intrattenere al meglio il lettore.
I disegni dello storico disegnatore di Superman, invece sono molto più maturi e si nota lo stacco dallo stile che aveva nei precedenti anni.