Mi sono deciso a parlarne solo ora, nonostante lo abbia concluso e platinato (ovvero ottenuto tutti i trofei) il 28 febbraio, un po' per svogliatezza e un po' per blocco dello scrittore, blocco che è sparito non appena sono riuscito a creare questa copertina (essendo un gioco digitale non ha una copertina, quindi bisogna improvvisare ma in rete si trovano solo banner o miniature di merda).
Acquistato nel lotto di titoli con grossi sconti sul PS Store,
dello scorso 18 novembre, al 50%, da € 9,99 a 4,99, sviluppato da Throw the warped code out e EastAsiaSoft, edito da Ratalaika Games S.L., uscito il 22 maggio 2019 (almeno per PS4 e PS Vita), si tratta di
un survival horror con la vecchia grafica a 32-bit, un progetto nostalgico come conferma anche l'autore una volta portato a termine il gioco.
La sinossi parla di una figlia da ritrovare, penalizzandolo un po' come la brutta copia del primo Silent Hill. Però ignorandola e giocando, l'esperienza narrativa risulta più complessa, molto confusionaria, la stessa confusione del protagonista che d'improvviso si ritrova in questo mondo di terrore e post-apocalittico in cui i pochi sopravvissuti vivono negli attici dei palazzi, tra i quali ci si sposta tramite lunghi cavi. Ogni attico è un livello, fino a raggiungere l'ultimo, una torre dove l'uomo sente il bisogno di andare.
Il motivo di tale desiderio lo si scopre solo alla fine, quando con un colpo di scena tutto viene allo scoperto.