Con Limbo ci troviamo di fronte ad un autentico piccolo gioiello dei videogames prodotti da sviluppatori indipendenti.
Un puzzle-platform bidimensionale a scorrimento che riesce ancora oggi, quando da oltre un decennio il genere è stato quasi del tutto abbandonato, ad essere originale, una cosa che non si era mai vista dato che usa il bianco e nero e le silhouette. Da non considerarsi pigrizia o un limite dello sviluppatore, dietro c'è grande arte e, suppongo, dato che non sono del campo, tanto impegno.
Non c'è un'ambientazione fissa, si passa da un bosco ad un villaggio indigeno, arrivando in città, fino ad una fabbrica.
All'inizio qualcosa mi ha riportato ad un bel titolo analogo per la prima PlayStation, Heat Of Darkness, forse il bambino come protagonista o l'oscurità. Ma in Limbo c'è tanto di quel macabro, come le varie morti violente del nostro avatar, che presto ci si dimentica del vecchio titolo più solare e fanciullesco.
Se devo trovare il pelo nell'uovo, dico la storia... ma alla fine cosa è accaduto a 'sto ragazzino? Dal finale direi che Attenzione Spoiler: stava giocando sulla casa sull'albero, è caduto, è finito in coma e con lo spirito ha viaggiato in questo limbo, fino a tornare da una donna, chinata ai piedi dell'albero. La mamma accucciata a soccorrere il figlio? Boooh??
Alla fine chissene, la storia non è affatto rilevante in Limbo.
Un capolavoro che non potete assolutamente perdere, cacciate 'sti due soldi o scaricatelo, però GIOCATECI!
giovedì 7 marzo 2013
domenica 24 febbraio 2013
Binary Domain
Un pizzico di Battlestar Galactica (tostapane/facce di latta-Figli del Nulla), un cucchiaio di MGS e un po' di spezie al sapore di A'sC (robottoni, cospirazioni governative e non, suoni ed interfaccia del menù), sono questi gli ingredienti per questo bellissimo gioco, passato ingiustamente inosservato.
Storia avvincente e coinvolgente, senza dimenticare qualche colpo di scena. Personaggi perfetti e azzeccatissimi, dal cazzone/sbruffone allo stronzo, passando per il taciturno ma sempre efficace. Doppiaggio italiano ben fatto. Colonna sonora ottima, era da MGS2 e SH2 che non ne rimanevo così colpito (tanto che raramente le cito nei miei commenti). Longevità ben bilanciata per un titolo lineare, più lungo di Vanquish e più corto di Dead Space 2. Giocabilità da 5 stelle.
Carino l'uso del microfono per interagire con gli altri personaggi. Trattandosi della mia prima esperienza, mi aspettavo qualcosa di più macchinoso, invece le IA funzionano bene e le parole vengono riconosciute facilmente.
Mi alzo in piedi, faccio un plauso ed esclamo ad alta voce un BRAVO (à la francese) alla SEGA!
Fate un favore a voi stessi e recuperate Binary Domain.
Storia avvincente e coinvolgente, senza dimenticare qualche colpo di scena. Personaggi perfetti e azzeccatissimi, dal cazzone/sbruffone allo stronzo, passando per il taciturno ma sempre efficace. Doppiaggio italiano ben fatto. Colonna sonora ottima, era da MGS2 e SH2 che non ne rimanevo così colpito (tanto che raramente le cito nei miei commenti). Longevità ben bilanciata per un titolo lineare, più lungo di Vanquish e più corto di Dead Space 2. Giocabilità da 5 stelle.
Carino l'uso del microfono per interagire con gli altri personaggi. Trattandosi della mia prima esperienza, mi aspettavo qualcosa di più macchinoso, invece le IA funzionano bene e le parole vengono riconosciute facilmente.
Mi alzo in piedi, faccio un plauso ed esclamo ad alta voce un BRAVO (à la francese) alla SEGA!
Fate un favore a voi stessi e recuperate Binary Domain.
mercoledì 13 febbraio 2013
Vanquish
Videogioco decisamente coatto. Azione, azione e azione con, forse, una qualche trama, non lo so perché l'ho sorvolata, volevo solo smanettare il più possibile il Dual Shock senza preoccuparmi troppo del resto... anche se i video spesso interminabili hanno un po' ostacolato questo mio desiderio.
Dopo gli ultimi due titoli giocati, avevo bisogno di qualcosa di leggero e Vanquish è caduto a fagiolo (consigliato da un'amica). Puro intrattenimento spensierato.
E poi è corto! Per i miei gusti, una longevità così breve è sempre ben accetta.
Thumb up per grafica, davvero ad alti livelli, e giocabilità.
Peccato giusto per un paio di difetti, come l'audio di merda che non faceva capire quasi un tubo dei dialoghi, anche abbassando notevolmente il volume degli effetti e delle musiche, lasciando al massimo le voci. Oltre a questo, m'ha causato forti bruciori agli occhi... ma questo, forse, è solo un problema legato alla mia vista difettosa.
A parte questo, per me 4 stelle se le merita tutte! ★★★★/5
Dopo gli ultimi due titoli giocati, avevo bisogno di qualcosa di leggero e Vanquish è caduto a fagiolo (consigliato da un'amica). Puro intrattenimento spensierato.
E poi è corto! Per i miei gusti, una longevità così breve è sempre ben accetta.
Thumb up per grafica, davvero ad alti livelli, e giocabilità.
Peccato giusto per un paio di difetti, come l'audio di merda che non faceva capire quasi un tubo dei dialoghi, anche abbassando notevolmente il volume degli effetti e delle musiche, lasciando al massimo le voci. Oltre a questo, m'ha causato forti bruciori agli occhi... ma questo, forse, è solo un problema legato alla mia vista difettosa.
A parte questo, per me 4 stelle se le merita tutte! ★★★★/5
domenica 3 febbraio 2013
Dishonored
Circa 20 giorni per completare un videogioco abbastanza breve. Questo sono io, fissato con la perlustrazione totale degli ambienti, anche quando non è richiesto, fissato col fare l'uso di tutte le vie che portano all'obbiettivo, durante la MEDESIMA PARTITA (e in Dishonored ce ne sono sempre almeno 3), fissato con la perfezione e così quando non concludo le azioni nel migliore dei modi, ricomincio il quadro (sì, "quadro", so' vecchio e mi piace chiamarlo così dato che ai miei tempi non c'erano i capitoli ma i quadri).
Purtroppo questo mio brutto vizio mi ha portato a soffrire durante gli ultimi due o tre capitoli, rendendo l'esperienza estenuante.
Ma passando oltre i miei problemi di modus giocandi (lo so, in latino non si dice così ma se uso il verbo "ludo" perde il verso al termine "modus operandi"), siamo di fronte ad un ottimo videogame, piuttosto originale, tenendo conto che di solito il gameplay in prima persona è riservato agli sparatutto. Guardando il trailer, infatti mi sono detto "ehi, non è il solito gioco in prima persona, mi ricorda il sottovalutato e forse dimenticato Mirror's Edge", probabilmente perché ci si arrampica su edifici, soffitte, impalcature...
Oltre questo, ci troviamo di fronte a un titolo che ti prende e ti incolla al televisore, non tanto per la storia me per la parte giocata, ti dona voglia e curiosità, quasi dipendenza nell'andare alla scoperta di come si vada avanti, se lì o là, se su o giù. Una prerogativa che in passato ho sempre avuto con la serie Tomb Raider.
La grafica non è delle migliori ma per me 'sto aspetto non è essenziale, quindi chi se ne frega!
La giocabilità invece è eccellente. Impossibile bloccarsi perché non si riesce ad effettuare un'azione come vorremmo.
Dishonored lo riterrei perfetto se non fosse per un banale difetto, che facilmente si sarebbe potuto evitare e che avrebbe invogliato di più il giocatore verso un'altra partita, ovvero ciò che affligge alcuni titoli, l'impossibilità di rigiocare una partita scegliendo il capitolo che si vuole o farlo coi vari potenziamenti ottenuti, tra poteri ed armi.
Senza che vada a ripetermi, basta riprendere il mio ultimo intervento nel blog, quello su I Am Alive, perché questa mancanza è pressoché identica. Anche per l'obbligo di tenersi un salvataggio subito prima della conclusione, unico modo per rigiocare tutti i capitoli... almeno penso, perché io durante l'esperienza di gioco, ho sempre avuto un grosso lucchetto su ogni capitolo.
Sorvolando questa sola unica nota dolente, accattatevillo, altrimenti a perderci siete voi!
Purtroppo questo mio brutto vizio mi ha portato a soffrire durante gli ultimi due o tre capitoli, rendendo l'esperienza estenuante.
Ma passando oltre i miei problemi di modus giocandi (lo so, in latino non si dice così ma se uso il verbo "ludo" perde il verso al termine "modus operandi"), siamo di fronte ad un ottimo videogame, piuttosto originale, tenendo conto che di solito il gameplay in prima persona è riservato agli sparatutto. Guardando il trailer, infatti mi sono detto "ehi, non è il solito gioco in prima persona, mi ricorda il sottovalutato e forse dimenticato Mirror's Edge", probabilmente perché ci si arrampica su edifici, soffitte, impalcature...
Oltre questo, ci troviamo di fronte a un titolo che ti prende e ti incolla al televisore, non tanto per la storia me per la parte giocata, ti dona voglia e curiosità, quasi dipendenza nell'andare alla scoperta di come si vada avanti, se lì o là, se su o giù. Una prerogativa che in passato ho sempre avuto con la serie Tomb Raider.
La grafica non è delle migliori ma per me 'sto aspetto non è essenziale, quindi chi se ne frega!
La giocabilità invece è eccellente. Impossibile bloccarsi perché non si riesce ad effettuare un'azione come vorremmo.
Dishonored lo riterrei perfetto se non fosse per un banale difetto, che facilmente si sarebbe potuto evitare e che avrebbe invogliato di più il giocatore verso un'altra partita, ovvero ciò che affligge alcuni titoli, l'impossibilità di rigiocare una partita scegliendo il capitolo che si vuole o farlo coi vari potenziamenti ottenuti, tra poteri ed armi.
Senza che vada a ripetermi, basta riprendere il mio ultimo intervento nel blog, quello su I Am Alive, perché questa mancanza è pressoché identica. Anche per l'obbligo di tenersi un salvataggio subito prima della conclusione, unico modo per rigiocare tutti i capitoli... almeno penso, perché io durante l'esperienza di gioco, ho sempre avuto un grosso lucchetto su ogni capitolo.
Sorvolando questa sola unica nota dolente, accattatevillo, altrimenti a perderci siete voi!
lunedì 28 gennaio 2013
I Am Alive
Giocato tra i primi di dicembre e le vacanze natalizie, nell'attesa dell'imminente titolo analogo, The Last Of Us (poi rimandato a maggio), con sommo piacere.
Ha più di un difetto, come l'uscita posticipata per troppo tempo (con ulteriori 6 mesi per i possessori della PS3) che lo ha un po' invecchiato e la conseguente grafica non ad alti livelli, mascherata in modo paraculo con la polvere (metodo che funzionò alla grande col primo Silent Hill, che oltre a nascondere i limiti grafici, aggiunse un qualcosa in più che oggi è diventata storia - la cosa si ripete anche qui). Altro difetto è l'impossibilità di giocare una seconda partita con gli oggetti raccolti la prima volta, insomma, il salvataggio alla fine te lo sbatti al ca-- anche perché non è possibile rigiocare i capitoli a scelta, magari per completare il gioco al 100% o ottenere nuovi trofei (per chi è interessato). O lo ricominci daccapo o ti tieni il salvataggio poco prima della conclusione, scegli il capitolo ma poi vengono cancellati tutti quelli seguenti.
Personalmente avrei aggiunto più tensione, dirigendolo più nella direzione del survival horror che dell'azione.
Veniamo ai pro. Difficile al punto giusto, una sfida continua che non stressa. Forse giusto un po' dure le scalate o i momenti nella polvere, che ti mettono prescia per non iniziare a perdere la salute.
Longevità ben calibrata come la difficoltà, non finisce subito ma non dura neanche troppo.
Lineare se vuoi, leggermente aperto se vuoi andare alla ricerca di gente da aiutare per le missioni secondarie, utili per prolungare l'esperienza, ottenere i "riprova" (che a me non sono serviti a molto, se non ero soddisfatto dal mio operato, ripartivo dall'inizio del capitolo) o trofei e punteggio/percentuale di completamento più alti.
Nulla da dire sulla discreta giocabilità.
Bel titolo da provare almeno una volta. Non originalissimo, un post-apocalittico con la polvere (che fa il verso alla nebbia di Silent Hill) che intimorisce il giocatore, ma neanche un tema visto e rivisto, anzi, oggi molto raro.
Imperdibile per chi s'è rotto di giocare sempre alle stesse cose che si copiano fra loro.
Ha più di un difetto, come l'uscita posticipata per troppo tempo (con ulteriori 6 mesi per i possessori della PS3) che lo ha un po' invecchiato e la conseguente grafica non ad alti livelli, mascherata in modo paraculo con la polvere (metodo che funzionò alla grande col primo Silent Hill, che oltre a nascondere i limiti grafici, aggiunse un qualcosa in più che oggi è diventata storia - la cosa si ripete anche qui). Altro difetto è l'impossibilità di giocare una seconda partita con gli oggetti raccolti la prima volta, insomma, il salvataggio alla fine te lo sbatti al ca-- anche perché non è possibile rigiocare i capitoli a scelta, magari per completare il gioco al 100% o ottenere nuovi trofei (per chi è interessato). O lo ricominci daccapo o ti tieni il salvataggio poco prima della conclusione, scegli il capitolo ma poi vengono cancellati tutti quelli seguenti.
Personalmente avrei aggiunto più tensione, dirigendolo più nella direzione del survival horror che dell'azione.
Veniamo ai pro. Difficile al punto giusto, una sfida continua che non stressa. Forse giusto un po' dure le scalate o i momenti nella polvere, che ti mettono prescia per non iniziare a perdere la salute.
Longevità ben calibrata come la difficoltà, non finisce subito ma non dura neanche troppo.
Lineare se vuoi, leggermente aperto se vuoi andare alla ricerca di gente da aiutare per le missioni secondarie, utili per prolungare l'esperienza, ottenere i "riprova" (che a me non sono serviti a molto, se non ero soddisfatto dal mio operato, ripartivo dall'inizio del capitolo) o trofei e punteggio/percentuale di completamento più alti.
Nulla da dire sulla discreta giocabilità.
Bel titolo da provare almeno una volta. Non originalissimo, un post-apocalittico con la polvere (che fa il verso alla nebbia di Silent Hill) che intimorisce il giocatore, ma neanche un tema visto e rivisto, anzi, oggi molto raro.
Imperdibile per chi s'è rotto di giocare sempre alle stesse cose che si copiano fra loro.
mercoledì 16 gennaio 2013
Assassin's Creed III
Difficile dare un giudizio univoco, come nei precedenti capitoli, ci sono pro e contro. Resta comunque un titolo da avere assolutamente. Proverò a fare una pagella stile calcio, dando un voto con successivo commento ad ogni categoria.
Storia: ★★★★★/5
Coinvolgente e avvincente e non solo, porta al pettine tutti i nodi, chiude tutti i cerchi aperti, facendo combaciare tutto nel modo più appropriato. Infine, Connor non fa rimpiangere Ezio, al quale immagino che tutti si fossero affezionati.
Grafica ★★★★/5
Sarebbe stato da dare il massimo a questo videogioco, stando alle potenzialità della console... ma poi per caso ho notato l'erba. Questo piccolo particolare mi ha deluso tantissimo, l'erba bidimensionale in un ambiente tridimensionale. Provo a spiegarmi meglio. Quando si è accucciati tra l'erba sembra tutto fatto bene, fino a che non vi spostate da un'altra angolazione ed ecco che si avrà "l'effetto foglio" guardandola di profilo, cioè che pare sia stata disegnata su di un foglio di carta, ritagliata e messa lì come una scenografia da teatro.
Longevità: ★★★/5
Da dividere in 3, quella totale, quella principale e quella essenziale.
La prima è estenuante, veramente troppo lunga. Finito il gioco non arrivo al 70%, mi ero promesso di tornarci a tempo perso ma proprio non mi va. La seconda è forse troppo corta tanto che ci rimani male alla fine, "ma come, già finito? Tutto qui?" sarà la domanda che vi farete. La terza invece posso dire che sia giusta, aiuta la longevità ma non ti sfinisce, senza dimenticare che aiuta a facilitare il gioco.
Giocabilità ★★★★/5
E' migliorata tantissimo, dal primo capitolo è stata un continuo crescendo. Non è mai stata pessima ma sicuramente sempre da migliorare. Quella di questo capitolo è ottima ma non da lode, non è abbastanza per raggiungere la perfezione. Così mi sono ritrovato ancora una volta in difficoltà quando volevo arrampicarmi da una parte e invece finivo da un'altra e cose simili.
Missioni secondarie ★★★★★/5
Ormai la ripetitività non è più di casa, cambiano i luoghi, tra città, boschi e mare, cambiano le cose da fare anche se si tratta sempre di aiutare qualcuno.
Storia: ★★★★★/5
Coinvolgente e avvincente e non solo, porta al pettine tutti i nodi, chiude tutti i cerchi aperti, facendo combaciare tutto nel modo più appropriato. Infine, Connor non fa rimpiangere Ezio, al quale immagino che tutti si fossero affezionati.
Grafica ★★★★/5
Sarebbe stato da dare il massimo a questo videogioco, stando alle potenzialità della console... ma poi per caso ho notato l'erba. Questo piccolo particolare mi ha deluso tantissimo, l'erba bidimensionale in un ambiente tridimensionale. Provo a spiegarmi meglio. Quando si è accucciati tra l'erba sembra tutto fatto bene, fino a che non vi spostate da un'altra angolazione ed ecco che si avrà "l'effetto foglio" guardandola di profilo, cioè che pare sia stata disegnata su di un foglio di carta, ritagliata e messa lì come una scenografia da teatro.
Longevità: ★★★/5
Da dividere in 3, quella totale, quella principale e quella essenziale.
La prima è estenuante, veramente troppo lunga. Finito il gioco non arrivo al 70%, mi ero promesso di tornarci a tempo perso ma proprio non mi va. La seconda è forse troppo corta tanto che ci rimani male alla fine, "ma come, già finito? Tutto qui?" sarà la domanda che vi farete. La terza invece posso dire che sia giusta, aiuta la longevità ma non ti sfinisce, senza dimenticare che aiuta a facilitare il gioco.
Giocabilità ★★★★/5
E' migliorata tantissimo, dal primo capitolo è stata un continuo crescendo. Non è mai stata pessima ma sicuramente sempre da migliorare. Quella di questo capitolo è ottima ma non da lode, non è abbastanza per raggiungere la perfezione. Così mi sono ritrovato ancora una volta in difficoltà quando volevo arrampicarmi da una parte e invece finivo da un'altra e cose simili.
Missioni secondarie ★★★★★/5
Ormai la ripetitività non è più di casa, cambiano i luoghi, tra città, boschi e mare, cambiano le cose da fare anche se si tratta sempre di aiutare qualcuno.
martedì 13 novembre 2012
Silent Hill: Revelation
Visto sabato sera e con gran gioia, nonostante negli ultimi anni vada al cinema a fatica (mi pare 3 volte in 2 anni).Questo sequel supera il predecessore, non solo ha tutti i suoi aspetti positivi, tra essere un adattamento ben gestito (nonostante i cambi di nomi - che qui tornano gli originali del videogioco con un ottima scusa - e cambi di sesso) ma ha anche un elemento fondamentale che il primo ottimo film non aveva: ovvero l'horror! Finalmente lo spettatore non è solo incuriosito dal misterioso passato della cittadina nebbiosa (o dovrei dire "incenerata"), elemento portante nell'avventura di Rose, ma stavolta salta dalla poltrona. Quindi si passa dal mistero, ormai si sa tutto o quasi, alla tensione.
Una direzione generale più affine alla saga Konami che ai film hollywoodiani.
Viceversa, di Hollywood prendono l'ammasso di personaggi, come Attenzione Spoiler: le due ragazze che si sono perse e ritrovate lì per caso. Vi ricorda qualcosa? A me almeno una dozzina di horror B-movie. O l'aggiunta forzata Attenzione Spoiler: del ragazzo-spasimante. Cose che però non mi sono dispiaciute.
Bellissimo anche il nuovo mostro mai visto nei videogiochi. Quando si osa, speso si sbaglia ma non stavolta.
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| Inquadratura di spalle in stile videogioco |
Riguardo quest'ultimo sono più che felice della Attenzione Spoiler: modifica rispetto a Silent Hill 3, ci rimasi male nel vederlo morto davanti al televisore. Non solo, il finale lascia sperare anche a un terzo film con, FINALMENTE, protagonista Harry Mason.
A proposito della Attenzione Spoiler: sua morte, quando Heather arriva a casa, fuggita dal centro commerciale, tutti quelli che hanno giocato a SH3 si aspettano di trovare il padre morto sul divano. Prima di trovarlo gira un po' casa e nel sottofondo si sente un fruscio, come un vecchio televisore a tubo catodico che ha perso l'antenna... e invece si rileva una piccola lampada caduta che fa intermittenza. Ottima "mossa Kansas City"!
Ancora un applauso per aver mantenuto la strepitosa colonna sonora originale di Akira Yamaoka anche se con qualche aggiunta hollywoodiana (non ho proprio controllato i credits, vado a orecchio) che non è nulla di che o forse, più semplicemente, appassisce d'innanzi al compositore nipponico.
Se devo trovare un difetto, per me è lo stesso della prima pellicola, ovvero che spiegano troppo.
Il bello del videogioco è che gran parte della storia della città resta nel mistero, lasciando la libera interpretazione al giocatore. Diciamo che rappresenta più l'inferno dove vanno a finire quelli che hanno un oscuro passato, piuttosto che una città dannata.
Da non perdere!
p.s. ma quanto so' gnocche le infermiere mostre? Sarò malato ma mi arrapavano quando videogiocavo (dovessi trovarmele di fronte farei come Shorty in Scary Movie 2, 'na busta in testa e passa la paura) e m'arrapano ora nelle trasposizioni cinematografiche.
p.p.s. un vaffanculo al 3-D, ho dovuto faticare per trovare un cinema che lo trasmettesse normalmente... A ROMA!
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