Comunicazione di servizio

Dal 2 aprile 2022 non faccio più recensioni su fumetti, serie TV e film (salvo eccezioni). Non vengo pagato e non ricevo nulla in cambio, quindi torno alle origini, commenti da forum o da bar su ciò che ho letto o guardato, fregandomene del lato tecnico e obbiettivo o cercando di far capire qualcosa anche a chi non conosce l'argomento trattato.

mercoledì 13 aprile 2011

JLA #44/48 - JSA #41/43

The Dark Things
Storia: James Robinson
Matite: Mark Bagley, Jesus Merino
Chine: Rob Hunter, Norm Rapmund, Jesse Delperdang
Copertine: Bagley e Merino con Nei Ruffino - Bagley, Hunter e Arreola (JLA #44) - Shane Davis e Sandra Hope con Barbara Chardo (JSA #43)

Crossover tra la League e la Society non tra i più coinvolgenti anche se, col procedere della storia l'interesse cresce almeno da darti la voglia di sapere come va a finire.
Il tema non è malaccio e soprattutto è originale, cosa rara di questi tempi. Però la storia viene diluita in troppe parti, con scazzottate infinite che non lasciano respirare, ne finisce una e ne inizia un'altra.
Frotunatamente tra una rissa e l'altra viene infilato qualche situazione molto interessante, come la vicenda legata a Mister Miracle o il tentativo di salvataggio del Dr. Midnite.

I disegni di Bagley evolvono proprio su queste pagine e verso la fine si ha un netto miglioramento. Non credo di averlo mai visto a questi livelli da quando è alla DC, anche il maggior difetto che gli rimproveravo, ovvero i volti femminili veramente brutti, sparisce.

Sebbene promuova con un voto più che positivo l'intero arco, sono rimasto molto deluso dall'epilogo dove Robinson usa un intero albetto solo per una conversazione tra padre e figlio, tra Alan e Todd. Si poteva fare in meno pagine e calcolando che ce ne era già stato uno alla fine della run di Willingham si poteva abbreviare ancora di più.
Ma non è tutto, viene inserita un'idea che avrei preferito si evitasse. Ma magari questo è un problema solo mio che non sopporto il lato magico/fantasy della DC. Una città incantata sulla Luna, ma che è, Jonathan Steele?
Non mi piace per niente questo nuovo ruolo da ambasciatore di Alan Scott.
Forse sono troppo vecchio per la DC, che è diventata un luogo dove ogni fantasia e ogni leggenda, è reale.


Molto carina la storia apparsa in appendice dei numeri 46, 47 e 48 della JLA, dedicata a Red Tornando e a Cyborg. Era ora che tornasse 'sto personaggio!


Note:
- anche se solo per qualche secondo, Batman finisce nel vuoto dello spazio, uscendo fuori dal satellite. La sospensione dell'incredulità non regge dal momento in cui dopo, quando si sigilla la falla del satellite, lui sta benissimo.
- ma 'sti americani la studiano geografia a scuola? Ma Bagley come cavolo l'ha disegnata l'Europa? Magari è colpa del colorista, io comunque quel lago al posto della Svizzera non lo ricordo.
- Nell'ultima storia, dalla lato oscuro della Luna si vede la Terra... Nessuno ha detto a Merino che si chiama lato oscuro perché è quello che non si rivolge mai verso la terra... Ma lui forse pensa che si tratti di un lato che non vede mai la luce del sole...

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