Comunicazione di servizio

Dal 2 aprile 2022 non faccio più recensioni su fumetti, serie TV e film (salvo eccezioni). Non vengo pagato e non ricevo nulla in cambio, quindi torno alle origini, commenti da forum o da bar su ciò che ho letto o guardato, fregandomene del lato tecnico e obbiettivo o cercando di far capire qualcosa anche a chi non conosce l'argomento trattato.

mercoledì 21 giugno 2017

Diabolik anno LVI - nn. 3-4

Penultimo appuntamento con un post che presenta due numeri insieme.

Il Vero E Il Falso inizia con il classico colpo al museo ma come sa chi conosce il modus operandi della serie, in 120 tavole accade sempre molto di più. Questa volta la svolta è a favore del Re del Terrore che cercherà di essere il terzo che gode tra i due litiganti.
Se proprio devo fare due appunti negativi:
1. non ho apprezzato che Diabolik rovinasse una scultura originale pur di portare a termine un colpo. Sarà anche da lui ma un po' di rispetto per opere secolari.
2. il finale avrei voluto fosse meno aperto, ad esempio si poteva aiutare Ginko ad acciuffare tutti i criminale prima che rinvenissero. Invece in questo numero ha fatto il comprimario banale e un po' fesso, non l'ispettore che tutti conosciamo.
Di solito apprezzo allo stesso modo tutti i disegnatori che capitano per questi lidi ma questi, Riccardo Nunziati e Jacopo Brandi, li ho
apprezzati particolarmente. Sarà che Tanja (oh, io la pronuncio Tangia, non ce la faccio proprio a leggere la jay come i lunga) mi ha ricordato Brigitte Nielsen ai tempi d'oro (Rocky IV e Beverly Hills Cop 3) o che tutti i visi e le espressioni dei personaggi erano tutti belli... non so.

Catena Di Inganni, come si dice nel calcio, fa l'uno-due: la palla la ha il colpo, la passa all'imprevisto che poi la ridà al colpo.
Un imprevisto tutto sommato originale, con il ladro costretto a sacrificare due rifugi pur di salvarsi la pelle.
Il bello però arriva verso la fine, quando si viene a sapere che le cose sono andate piuttosto diversamente da come era stato lasciato intendere al lettore. Così Eva e Diabolik iniziano con il loro solito spiegone, sempre troppo dettagliato con parti che si potrebbero evitare dato che ci si arriva ugualmente... ma va be', non ricordo abbiano mai fatto diversamente, anche quando si trovano di fronte all'ovvio (per il lettore).
Qui i disegni, di Emanuele Barison, non mi sono piaciuti, sia per i lineamenti dei volti che per le troppe inquadrature controluce e mi riferisco in particolare da tavola 78 in poi, quando ci sono vari agenti che sembrano tutti uguali, tra divisa e volti scuri.

Se non si è capito, mi sono piaciuti entrambi i numeri e li ho letti con molto gusto, nonostante le note di demerito.

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