lunedì 6 novembre 2017

Braid

Dopo un breve pausa dal blog, forzata un po' dalla mancanza di argomenti e un po' dal dare priorità ad altro (un po' di vita sociale), torno con l'articolo del lunedì, quello dedicato ai videogiochi, però stavolta nessun titolo dimenticato ma bensì l'ultimo gioiello giocato.
Scoperto per puro caso qualche settimana fa tra i commenti di Gioco Magazzino (grazie Puffo, se tu fossi Puffetta ti bacerei!), mi sono affrettato a recuperarlo ma solo ieri ho trovato il tempo di installarlo e fondere il Dual Shock 3.

Realizzato dallo sviluppatore indipendente Jonathan Blow e distribuito da Hothead Games per XBOX Live nel '08 (chi sa'a 'ncula!) e PSN nel '09 (dalla regia mi dicono solo in USA ma una volta installato era completamente in italiano), Braid, ovvero "treccia", come quella di una principessa, è uno di quei titoli indie che spaccano di brutto, di (multi) genere puzzle-platform bidimensionale a scorrimento.
Chi mi segue da tanto sa quanto ami i giochi indipendenti con quel gusto retrò, dove "a noi della longevità nun ce ne p'ò frega'!" (coro da stadio o slogan da manifestazione/sciopero) ma dato che siete quasi tutti nuovi, non mi disturba ribadirlo, fanculo i blockbuster da 100 ore per 200 milioni di costi e VIVA GLI INDIE!
Sei capitoli distinti, ieri ho completato al 100% i primi quattro e oggi i restanti due e per 100% intendo tutti i pezzi dei sei puzzle, ricomponendoli tutti, dei trofei non me ne frega un cazzo! Fossero tutti così non avrei circa 100 videogiochi da provare o completare.
Informandomi meglio in rete però scopro che c'è un finale alternativo, quindi 100% un corno! Mi ci rimetterò il prossimo weekend, per ora basta così.
Braid strizza l'occhio ad altri titoli storici, primo su tutti Super Mario... ma quanto ho riso quando alla fine del capitolo arrivi al castello, alzi la bandiera e un dinosauro ti dice dispiaciuto che la principessa è in un altro castello? E più si raggiungono castelli, più le frasi sono deliranti.
Senza dimenticare la super citazione al vecchio Donkey Kong (sempre con Mario protagonista) nel quarto capitolo, notare la statua dello scimmione e la posizione delle piattaforme con le scale:
Per completare al massimo i livelli, bisogna riavvolgere il tempo, proprio come in PoP Le Sabbie Del Tempo o TimeShift (di questo scaricai solo la demo appena presi la PS3 ma ancora oggi non l'ho recuperato). Un lavoro un po' duro ma con la giusta pazienza nulla è impossibile!

La musica è una delle tante cose che ho apprezzato di Braid, seppure i brani non siano stati realizzati appositamente per il gioco (sia per ridurre i costi che perché secondo Blow nessuno sarebbe stato in grado di tramettere le emozioni che aveva in mente), li ho trovati molto azzeccati, con quel genere folcloristico-irlandese che apprezzo molto.

La trama è un altro elemento fondamentale per ritenere questo indie un'opera d'arte, come diceva Puffo, inizialmente molto confusionaria, col procedere diventa... ancora più confusionaria ma solo alla fine ci sarà tutto chiaro, spremendo un po' le meningi eh, mica è semplice fare la prosa. Blow deve aver perso qualcuno a cui teneva e dove in un primo momento incolpava questa persona, poi ha capito che è stato lui a spingerla tra le braccia di un altro... a me è capitato il contrario eoni fa.
Una super storia psicologica, che mi ha ricordato qualcuno dei titoli che ho riportato qui in basso.

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14 commenti:

  1. Sembra molto interessante e esilarante..vedo che esiste anche per Windows e addirittura MacOs!

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  2. Indie..conosci Zeb? :D comunque la grafica è carina, però ti devo dire che questo tipo di gioco non mi esalterebbe oggi :)

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    1. Zeb? E che sarebbe? Non l'ho mai sentito, mi spiace...

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    2. ahahah davvero non lo conosci? :D e' uno youtuber, zeb 89, che fa dei video in cui prende di mira certi giochi indie.

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    3. Nooo! Eppure seguo qualche coglioncello di YouTube (il migliore riguardo i videogiochi è Doctor Gamer [Phantom Castle], tutti gli altri son coglioni!).
      Recupererò e in caso insulterò, dato che sono un hater di tutto rispetto! 😁

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  3. Ne ho spesso sentito parlare, ma ancora mi manca.
    La battuta della principessa in un altro castello è ormai un must: c'è anche in Guacamelee, dopo aver fatto cadere un drago nella lava tagliando un ponte con l'ascia (se ricordo bene).

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    1. Oddio che hai tirato fuori, Guacamelee lo avevo iniziato ma abbandonato poco dopo... se mi dici che vale la pena lo riprendo! Ero arrivato alla zona bruciata o quel che era, il momento "fantasma", poi mi sono bloccato e ho abbandonato.

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    2. Guacamelee l'ho giocato poco - a casa di un amico che non vedevo spesso, ai tempi non avevo la play 3. Dovrei comprarlo, a pensarci...
      Era un buon metroidvania, per quel che l'ho giocato: vivace da giorno dei morti messicani, con lucha libre esagerata da supereroi e mid-boss un po' cazzoni XD

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    3. Allora devo riprenderlo per farci una recensione come si deve!
      Lo ricordo come un Super Nacho (con Jack Black) di tutto rispetto!

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  4. Questi sono i giochi che amo.
    E ancora non provo la versione moderna di Wonder Boy III.

    Moz-

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    1. E allora siamo in due.
      Prenderei solo questo genere se non fossi così appassionato di videogiochi.
      Wonder Boy III me lo sono perso. Lo voglio! Ma non c'è per PS3, solo per le nuove generazioni 😞

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  5. Noto solo adesso questo post! Pensa che stavo per andare a dormire (si ho fatto bisboccia sta notte) e ho letto il commento sul blog.
    Cavolo... il finale... E' un'opera d'arte!

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    1. Anche io ho fatto bisboccia ma sono crollato prima, ho gli amici coetanei vecchi... superati i 30 tutti pantofolari -_-'
      Comunque recuperalo!
      Oggi invece vorrei provare Child of Light.

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