lunedì 13 settembre 2021

[VIDEOGIOCHI] Heart of Darkness (PSX)

Sviluppato da Amazing Studio, ideato da Éric Chahi e pubblicato dalla Interplay per Microsoft Windows e PlayStation nel 1998, è un platform a scorrimento orizzontale, con animazioni in CGI.

La storia del gioco racconta di Andy, un ragazzino un po' vivace, dotato di una grande fantasia. Un giorno, punito dal maestro per essersi addormentato in classe durante la lezione, fugge da scuola assieme al suo fedele cagnolino Whiskey. I due passano il pomeriggio sulla collinetta del parco cittadino, aspettando l'imminente eclissi. Al calar delle tenebre però, una mano scheletrica afferra Whiskey e lo trascina con sé nell'oscurità. Andy, spaventato ma determinato a riprendere il suo amato cane, corre verso la sua capanna/base sull'albero e parte per l'avventura. [fonte Wikipedia]

Gioco, difficoltà e giocabilità: 2/5
Suddiviso in circa nove ambientazioni, una per ogni livello. Dico circa perché sono quelli che ho contato ma potrebbero essere di più o di meno.
Si inizia nel Gran Canyon (1), segue la palude (2) fino a giungere in grotte sottomarine in cui c'è da nuotare sott'acqua (3), e riemergendo si attraversano delle caverne sotterranee (4). Poi si risale scalando una montagna rocciosa (5), per poi scendere di nuovo in caverne laviche (6). Seguono delle grotte con colonne esagonali (7), che sembrano oggetti minerari, e subito dopo una specie di cripta e/o necropoli piena di ossa (8), con catene e passaggi bloccati. La conclusione non può che essere nella tana del cattivo e oscuro signore delle tenebre (9).
Si procede orizzontalmente, in alcuni livelli anche verticalmente, ma non è tutto consecutivo. Hai il quadro, parti da sinistra e arrivi a destra, appena giunti sul bordo si apre un nuovo quadro. Per farla semplice, non è come Super Mario, con un unico e intero percorso orizzontale ma è come Oddworld, con un quadro fisso per ogni scenario.
Come arma inizialmente Andy ha un fucile laser (o cannone al plasma), in grado di eliminare le oscure presenze, fino a che un mostro corpulento gli divora l'arma. Dopodiché trova un meteorite che dona poteri a chi lo tocca, ovvero lanciare sfere di energia in grado di annientare i nemici e rimuovere ostacoli. Verso la fine, dopo che il meteorite viene distrutto, privandolo del potere, ritrova il fucile che lo accompagna fino alla conclusione.
In questi titoli non va dimenticato il lato puzzle, che richiede un minimo di ingegno, senza però far premere troppo le meningi. C'è qualcosa di impegnativo e qualcosa di semplice ma a cui non si arriva subito... e appena si capisce la soluzione, ci si chiede come non esserci arrivati prima.
Sembra tutto ottimo, affine ai miei gusti... ma per andare avanti è una sfida non tirare giù tutti i santi che si conoscono, perché spesso i comandi dati in tempo tramite controller non arrivano al personaggio che stiamo pilotando... tanto da farmi pensare ad una intelligenza artificiale rosicona. "Hai saltato o sparato al momento giusto ma non voglio farti arrivare alla fine con troppa facilità, così mi invento che il tuo comando non è arrivato in tempo e quindi precipiti o viene mangiato dal cattivo di turno", è questo ciò che arrivi a pensare del pensiero della intelligenza artificiale! Anche quando sei costretto a fuggire di corsa da qualcosa, cercando di evitare i trabocchetti.
I salvataggi automatici non aiutano, perché spesso vengono effettuati circa 3 quadri prima di un punto impegnativo. Così ci si ritrova a dover ripetere più volte una parte tosta del gioco.

Grafica: 4/5
Ricordo che nel 1998 l'avevo trovata ottima sia le animazioni in CGI che quella bidimensionale del gioco, però mettendola a confronto con quella di Oddworld, oggi la trovo un filino inferiore, nonostante il numero di pixel sia lo stesso. Solo per questo, sempre contestualizzandola al periodo di uscita, non mi sento di dare il massimo del voto.

Sonoro: 5/5
Tutto ottimo, gli effetti sonori, le musiche (composte e dirette da Bruce Broughton ed eseguite dall'Orchestra Sinfonica di Londra) e soprattutto il doppiaggio in italiano, che è sempre un bene quando è disponibile ma in più è stato affidato a dei professionisti (compreso Ubaldi).

Longevità: 5/5
Il titolo si porta a termine in circa due ore, che possono aumentare ulteriormente per le molteplici morti e i salvataggi che spesso ti fanno rifare dei quadri che erano già stati tosti.
Pochissime confronto ai titoli più moderni (diciamo dalla settima generazione di console, quella della PS3) ma a causa delle pause forzate che conviene prendersi tra una partita e l'altra per non spaccare tutto, può impiegare anche una settimana intera, giocando pochi minuti al giorno.
Soggettivamente una durata perfetta ma il voto lo potete abbassare a seconda delle vostre preferenze.



IN BREVE
Ho voluto rigiocarci e fare una recensione prima della fine dell'estate perché il ricordo legato a questo titolo è decisamente estivo. I due CD di cui è composto, se non ricordo male, li ho presi proprio nel 1998 da un venditore ambulante in spiaggia, almeno credo.
Un platform a scorrimento orizzontale che ha fatto impazzire sia di piacere che di nervosismo tanti giocatori di fine anni 90, con una storia coinvolgente ma che metteva a dura prova il nervosismo a causa di un giocabilità ostica!
Dopo 23 anni si può tranquillamente dire che è invecchiato benino, con una grafica e sonoro buoni ma soprattutto grazie a una storia coinvolgente, pari a tante altre cazzate in CGI che escono oggi al cinema!

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