giovedì 18 maggio 2023

The Vanishing of Ethan Carter (PS4)

Sviluppato da The Astronauts e pubblicato da THQ Nordic per Microsoft Windows il 26 settembre 2014, per PlayStation 4 in versione migliorata il 15 luglio 2015 e il 19 gennaio 2018 per Xbox One, The Vanishing of Ethan Carter è principalmente un'avventura grafica in prima persona, dalle tinte horror, nel quale bisogna sfruttare i poteri del protagonista per investigare su come siano andati vari delitti.

The Vanishing of Ethan Carter è un gioco in prima persona dalla ricca trama piena di mistero, incentrato sull'esplorazione e la scoperta.

Nel gioco vesti i panni di Paul Prospero, un detective interessato di occultismo che riceve un'inquietante lettera da Ethan Carter. Sapendo che il ragazzo corre un grave pericolo, Paul arriva a casa di Ethan, a Red Creek Valley, dove le cose sono ancora peggiori di quanto pensasse. Ethan è scomparso subito dopo un brutale assassinio, che ben presto Paul scopre non essere l'unico caso di omicidio nel paese con risvolti interessanti.

Sull'onda del genere weird fiction e dei racconti del macabro dei primi del Novecento, The Vanishing of Ethan Carter vuole essere una nuova evoluzione dei giochi narrativi immersivi. Anche se il protagonista è un detective privato e le sfide all'intelletto del giocatore non mancano, The Vanishing of Ethan Carter è incentrato su atmosfere e stati d'animo e sull'essenziale umanità dei personaggi.
[Descrizione presa sul PlayStation Store]

L'ho conosciuto grazie all'amico Pietro (Saba World), che mi aveva convinto a metterlo nella lista dei desideri, aspettando un grosso sconto. Poi me lo sono ritrovato nella lista di titoli disponibili per gli abbonati al PlayStation Plus Extra e quando è finito tra quelli che avrebbero lasciato il catalogo a marzo, mi sono deciso a scaricarlo e giocarlo. L'ho iniziato il 20 marzo e finito il 25, ottenendo tutti i trofei (non c'è quello di platino).

Gioco 4/5
La trama non è delle più originali e le avventure grafiche sono quasi sempre investigative ma nonostante questo riesce ad essere originale grazie a determinati particolari che non è solito vedere in questo genere, come lo spazio aperto in cui muoversi (quindi open world) o i poteri da usare per ricreare la scena del crimine.
La storia cattura l'attenzione e invoglia il giocatore a scoprire cosa sia successo al bambino che ha chiesto l'aiuto dell'investigatore Paul Prospero, tassello dopo tassello viene tutto fuori con un finale a sorpresa di tutto rispetto, molto psicologico. Ne uscirebbe fuori un buon film!
L'ambientazione è il punto forte, in una piccola comunità dove si conoscono tutti (quasi tutti imparentati) ma durante l'esplorazione è piacevole soffermarsi sui particolari. Una località fantasma perché non si incontrano mai personaggi vivi e, dal poco che si viene a sapere, le caratterizzazioni sono più che sufficienti.

Giocabilità e difficoltà 3/5
Ci si muove in un ambiente tridimensionale con visuale in prima persona. In una mappa ampia ma non troppo, tanto che più che open world dovrebbe essere definito sand box, dove l'esplorazione è fondamentale, affascinante per chi ama muoversi liberamente e non ha problemi a fare avanti e indietro, frustrante per chi non apprezza questa caratteristica, nonostante la bellissima ambientazione.
Ricostruire la scena del crimine è il puzzle costante per procedere. Usando i poteri del protagonista si devono trovare tutti i punti chiave e poi bisogna metterli nell'ordine giusto per raggiungere l'obbiettivo, con un risultato talvolta noioso.
La ricerca di determinati punti utili a portare avanti le indagini sono la maggiore sfida, soprattutto se si intende ottenere tutti i trofei e mancarne uno può risultare frustrante, soprattutto per chi non ha pazienza di visitare ogni angolo.

Grafica 4/5
Anche se non eccelsa in termini di pixel, resta il punto forte di questo titolo. Gli amanti dell'esplorazione non possono che restare affascinati nel soffermarsi in ogni piccolo particolare, che si tratti delle case abbandonate, del bosco o percorrendo vecchi binari adibiti ai lavori, senza dimenticare le miniere.

Longevità 3.5/5
La durata effettiva supera di poco un'ora e, contando tutta l'esplorazione, l'andare avanti e indietro per cercare quel minuscolo punto che è sfuggito e l'ottenimento di tutti i trofei, difficilmente si superano le 5 ore complessive. Una durata perfetta per chi non sopporta i titoli lunghi e non li acquista a prezzo pieno ma che potrebbe far irritare chi ha dipendenza da tante ore di gioco o chi per fretta paga a prezzo intero.

Sonoro 3/5
I rumori degli ambienti, boschivi per la maggior parte, sono buoni e più apprezzabili se si indossano un paio di cuffie decenti.
Mancano le musiche ma non ne risente e i dialoghi sono realizzati da buoni doppiatori, purtroppo solo in inglese o polacco. Gli italiani (e gli altri appartenenti alle lingue maggiori) devono accontentarsi dei sottotitoli, che si leggono tranquillamente, senza la fretta e la paura di non arrivare alla fine prima che scatti la frase seguente.


IN BREVE
Una buona avventura grafica che dura il giusto, adornata da un'ottima atmosfera e ambientazione in un paesino sperduto di montagna, grazie a uno spazio aperto da esplorare, utile a portare a termine le indagini, le quali necessitano del potere sovrannaturale del protagonista per scoprire come si sono susseguiti gli ultimi momenti delle vittime. Senza perdere troppo tempo si giunge alla fine con piacere, soprattutto grazie al finale a sorpesa!


Modificato il 25/5/2023 ore 11:32
Pubblicato originariamente il 22/05/2023 alle 7:10, ho "barato" cambiando la data in quella in cui era previsto originariamente il post, per alternare meglio gli argomenti settimanali e non averne due identici consecutivi.

4 commenti:

  1. Sulla durata mi hai conquistato. 😅
    Tra l'altro dovrei avercelo, mi sembra che lo abbiano regalato dall'epic store per PC.

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    1. Ahahah non avevo dubbi!
      Penso proprio di sì, che sia stato dato gratis, perché lo ha trattato quello "scroccone" di Pietro 😝
      In tal caso, spero di leggere la tua un giorno 😉

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  2. Contento ti sia piaciuto, era piaciuto anche a me, mettere in ordine la parte più divertente, trovare la "strada" quella più complicata, comunque bella esperienza ;)

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    1. Concordo, mettere in ordine l'omicidio è stato avvincente. Però l'esplorazione nel bosco, nella miniera e tra le case abbandonate è stato l'aspetto che mi ha catturato di più!

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