Comunicazione di servizio

Dal 2 aprile 2022 non faccio più recensioni su fumetti, serie TV e film (salvo eccezioni). Non vengo pagato e non ricevo nulla in cambio, quindi torno alle origini, commenti da forum o da bar su ciò che ho letto o guardato, fregandomene del lato tecnico e obbiettivo o cercando di far capire qualcosa anche a chi non conosce l'argomento trattato.

venerdì 28 gennaio 2022

Hitman: Agent 47 (2015)

Nel 1967 venne lanciato il "programma agenti" dallo scienziato Piotr Litvenko, un esperimento con l'intento di creare tramite modifica genetica l'assassino perfetto: un uomo privo di emozioni, paura e senso di colpa, dai riflessi e dall'intelligenza estremamente potenziati. Pentito per quanto realizzato, Litvenko scomparve nel nulla.
In seguito molti altri cercarono di imitarlo ma fallirono tutti perché non avevano dati sufficienti. Successivamente il governo bloccò il programma e gli agenti sopravvissuti fecero perdere le loro tracce.
Anni dopo un altro scienziato di nome Guerrero riprende gli esperimenti ma niente e per questo decide di cercare a tutti i costi Litvenko. Un ricerca impossibile fino a che viene a conoscenza della figlia, Katia. Trovarla è la chiave ma sulle sue tracce ci sono già l'Agente 47, uno dei killer creati da Litvenko, e un uomo che si presenta come John Smith.

Non essendo lontanamente a conoscenza di questa pellicola (oh, me la sono proprio persa, anche nei trailer o in altre pubblicità), l'ho scoperta per caso su Disney+ qualche mese fa. Messa in lista, in attesa di rivedere la prima trasposizione (di cui ho parlato la settimana scorsa), ho trovato tempo e voglia solo ieri.

Difficile non metterlo a confronto con la precedente trasposizione, col quale non ha alcun legame, è un reboot, se così si può dire di un'opera presa da un altro media (per me è reboot e remake anche il nuovo IT), rivista pochissimi giorni fa.

Premessa: sono del tutto ignorante sul videogioco perché ho giocato solo a Hitman 2, non arrivando neanche a metà.


La prima cosa di cui si parla nelle trasposizione è la somiglianza dei personaggi con le loro controparti.
Se il precedente Agente 47 lo avevo criticato perché aveva un volto troppo giovanile, questo non mi è piaciuto per la testa non rasata del tutto (non ha la pelata) e troppo spigolosa, quando dovrebbe essere più tonda. C'è un altro agente che si vede solo alla fine, che somiglia molto di più alla controparte videoludica. Che poi, stando agli ultimi numeri del codice a barre, sarebbe il numero 48... in rete ho letto varie pippe mentali che evito di riportare.
Poi c'è Diana Burnwood, la tizia che fornisce dati e dà obbiettivi a 47. Da quel che vedo in rete, Angelababy (attrice e modella cinese) è troppo giovane, mentre dovrebbe essere una donna di mezza età.

Ma al di là di questo, gli attori mi sono piaciuti tutti, soprattutto John Smith, interpretato da Zachary Quinto, che propone un buonissimo antagonista. E Katia è, inoltre, una gran bella gnocca!

Anche stavolta gli agenti sono addestrati fin da bambini, con la differenza della modifica genetica. Le descrizioni parlano di clonazione ma a me non risulta. Fa tanto Metal Gear Solid con un pizzico di City Hunter (questo lo può capire chi ha letto il manga e sa delle origini di Ryo Saeba).
Preferisco l'idea di "semplici" assassini iperaddestrati  ma per questo genere di film posso accettare questa versione.

Se in Hitman - L'Assassino il numero era dovuto alle ultime cifre del codice a barre sulla nuca, qui è il numero di esperimento, quindi più è alto e più è recente e, di conseguenza, migliore. Secondo me meglio la prima versione.

Una delle caratteristiche del videogioco sono i travestimenti del protagonista per passare inosservato. Usati bene sia stavolta che in L'Assassino in modo improvvisato ma qui hanno qualcosa in più. Nel gioco possono essere improvvisati o un vero e proprio obbiettivo (spesso alternativo ma comunque una via consigliata per non buttarla in caciara).


Restando sul tema del mantenere un profilo basso, con un personaggio che viene definito "assassino silenzioso", lo stealth è importante e in questo film viene rispettato più di una volta. Non troppo, perché sommando le scene, quelle d'azione hanno la meglio. Sarà che il pubblico cinematografico preferisce questo.

Come per una staffetta, il profilo basso passa il testimone all'azione, la quale poi lo passa ai combattimenti! Una caratteristica che mi era piaciuta anche nella versione del 2007 ma qui sono migliori. Anche questi non causano senso di smarrimento ma sono ancora più chiari, senza passare da un'inquadratura all'altra troppo velocemente, come spesso fanno in altri film, col risultato che non ci si capisce un cazzo. Tutto ciò senza l'uso del ralenti!


Ci sono solo due cose che ancora non ho capito, forse degli errori di sceneggiatura per non so quale motivo, in una scena della prima parte e in un'altra alla fine. Le copro per evitare spoiler.

Forse ci sarebbe qualcos'altro da dire, forse no. Ma il tempo a disposizione è finito (ho un timer, preciso che si tratta di tempo e non di spazio!), quindi la chiudo qui, senza escludere che potrei modificare il post in futuro. In quel caso lo inserisco a caratteri minuscoli alla fine.

Ho preferito l'altro film e i difetti che ho riportato sotto spoiler sono da far cadere le bracca ma tutto sommato mi è piaciuto, differenze col videogioco o meno.
★★★★/5


La scorsa settimana:
Se sei un fan del videogioco, potrebbe interessarti questo post:
Ho ripreso in mano Hitman 2 quasi un anno fa ma poi l'ho accantonato. Spero di riuscire a riprenderlo presto! Ne ho parlato su Instagram e potete trovare l'intervento nella raccolta:

2 commenti:

  1. Questo l'ho visto anche, e stavolta l'ho pure recensito, ecco qui https://angolodelcinemasabaworld.blogspot.com/2019/02/hitman-agent-47-2015.html

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ottimo! Appena torno a casa corro subito a leggere 😉
      Poi devo cercare altri film che ho visto a novembre, quando ancora non ne parlavo né qui e né su Telegram.

      Elimina