Comunicazione di servizio

Dal 2 aprile 2022 non faccio più recensioni su fumetti, serie TV e film (salvo eccezioni). Non vengo pagato e non ricevo nulla in cambio, quindi torno alle origini, commenti da forum o da bar su ciò che ho letto o guardato, fregandomene del lato tecnico e obbiettivo o cercando di far capire qualcosa anche a chi non conosce l'argomento trattato.

martedì 18 gennaio 2022

One Escape (PS4)

Acquistato il 18 dicembre all'esigua cifra di € 2,99, scontato del 40% (era 4,99), ci ho giocato il giorno dopo, finendolo e platinandolo in poche ore.

Sviluppato da BUG-Studio e pubblicato da Ratalaika Games S.L. (gli stessi di Back in 1995), rilasciato il 26 marzo 2021 per PS4, per le altre piattaforme non so ma è un multipiattaforma, anche per dispositivi mobili (tablet e smartphone ma senza un controller secondo me perde molto), One Escape è un platform bidimensionale a scorrimento orizzontale, con elementi d'azione, arcade e l'aggiunta di rompicapi, in cui bisogna fuggire di prigione nella mia modalità preferita, quella stealth!
Descrizione presa sul PlayStation Store:
Un giorno, tre amici decisero di rapinare una banca.
Ma qualcosa andò storto e arrivò la polizia...

Ora, questi grintosi criminali devono farsi furbi e organizzare la più incredibile delle evasioni.
Trova la strada per la libertà mentre ti nascondi dalle guardie, cerchi chiavi per aprire le porte chiuse ed eviti insidie pericolose!

Completa 60 livelli e fuggi dalla prigione a qualunque costo!

Gioco, difficoltà e giocabilità: 4/5
Si prende il controllo di questi 3 animali antropomorfi, uno alla volta in varie sezioni della prigione.
Ogni personaggio ha caratteristiche e abilità differenti.
  • Dook l'anatra che grazie alle sue dimensioni ridotte è in grado di passare attraverso i condotti di areazione.
  • Gor il gorilla può sfondare le pareti più sottili e inoltre è in grado di arrampicarsi sulle pareti con crepe.
  • Hog il cinghiale a suon di pugni può rompere i muri con crepe e le barre delle celle. Inoltre può tramortire le guardie colpendole alle spalle e per essere messo K.O. deve ricevere due colpi (come se avesse due vite o due cuori). Con la sua forza può anche spostare le casse.
Tutti hanno il doppio salto.
20 livelli ciascuno, per un totale di 60 scenari. Si può passare da uno all'altro quando si vuole, tornano al menu.
Gli scenari sono differenti, per il primo personaggio hanno una tonalità di grigio, sul verde per il secondo e marrone per l'ultimo.
Ricordate quei platform a 8/16-bit che ci hanno fatto scomunicare dalla Chiesa già dalla più tenera età? Dimenticateli perché il trucchetto (spesso per far sganciare più monete nelle sale giochi) di creare un salto millimetrico per superare un precipizio, non c'è più!
E non c'è da temere che ne risenta la difficoltà, perché a fronte di una giocabilità onesta, ci sono sempre ostacoli non semplicissimi da superare, dove il tempismo è importantissimo (tra telecamere di sorveglianza e guardie che si girano quei secondi esatti che ti servono per balzare fuori e tornare a nasconderti), senza dimenticare enigmi e trappole. Anche individuare la strategia giusta richiede un minimo di ingegno ma se si è caciaroni, si può far anche scattare l'allarme e arrivare all'uscita del livello, almeno credo, perché io ho sempre adottato la strategia stealth.
L'unica cosa che rende facile il gioco è il raggio di visione delle guardie, limitato a circa 2 metri (come si nota dalle immagini). Oltre non riescono a vederti... devono aver assunto solo miopi!
Un difetto che non passa inosservato è quello di poter platinare (prendere tutti i trofei) ancora prima di aver concluso il gioco. Ad esempio ci sono quelli che si ottengono concludendo i primi 10 livelli (1 per ogni personaggio) ma se li concludi tutti e 20 non c'è trofeo. Oppure quando prendi 3 mazzette di banconote su 10, con la mancanza del trofeo se le trovi tutte e 10. Non c'è trofeo se completi i 60 scenari e arrivi al video finale con la fuga dei tre criminali.
L'altro difetto è che manca l'italiano. Non ci sono molti dialoghi (scritti) se non all'inizio, alla fine e quando viene suggerita la caratteristica di un personaggio ma trovo sempre assurdo essere preferito da francesi e tedeschi, lingue di merda che si parlano solo nel loro paese (come l'italiano), anche se la prima qualcuno la parla in Canada, dove tutti conoscono l'onnipresente inglese.


Grafica: 5/5
La potete vedere dalle immagini. La pixel art è resa alla perfezione, ogni oggetto è chiaro in modo da capire cosa fare e dove andare.
Confronto a 30 anni fa cambiano solo i colori, più nitidi e meno accesi, che secondo me è un bene, anche se non ho problemi a rigiocare alle vecchie glorie.

Sonoro: 5/5
Le musiche in stile elettronico e gli effetti sono ottimi, in perfetto stile retro.
Come scritto sopra, non ci sono dialoghi, come è giusto che sia per il genere retro.

Longevità: 5/5
Ci vuole circa mezz'ora per platinarlo e un'ora per finirlo (al contrario per il problema dei difetti di cui sopra) ma parliamo del tempo complessivo. Se si calcolano tutte le volte che si muore e si ripete più volte lo stesso quadro, la longevità raddoppia.
Per un titolo del genere per me è la durata migliore, oltre diventano ripetitivi e ti stancano prima della conclusione. E poi nelle ere a 8 e 16-bit era quella la durata media!
Ma va tenuto conto anche del prezzo scontato, altrimenti a prezzo pieno il voto scende a 4.
Se invece date il voto in base alla durata, allora è 1.


IN BREVE
La bidimensionalità e la pixel art sono l'ingrediente base per questo riuscitissimo videogioco in stile retro. Si salta, si doppio-salta, ci si arrampica e, come nei migliori stealth-game, si passa nei condotti dell'aria, ci si nasconde nell'ombra, si evita il raggio di visibilità di telecamere e guardie, per decidere la strategia migliore per superare l'ostacolo, spremendoci un minimo le meningi. Ma soprattutto ci si incazza poco grazie all'ottima giocabilità!
Lo può platinare pure un deficiente e manca l'italiano ma questi due difetti non influiscono più di tanto.
Accompagnano musiche ed effetti sonori a tema retro, con una longevità adeguata ai tempi che furono.
I voti della recensione, ovviamente, vanno contestualizzati e non messi a confronto coi mega blockbuster di oggi.
Un "mini gioco" che ti accompagna piacevolmente per quel pomeriggio domenicale o comunque quando noi adulti troviamo un buco, facendoti tornare bambino, che dà soddisfazione nel completarlo.
Imperdibile per gli amanti della pixel art, per i nostalgici e per i vecchietti che come me hanno vissuto l'epoca a 8 e 16-bit!


Alla prossima, con un gioco simile!


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2 commenti:

  1. Interessante, peccato che non riesco più a giocare a giochi platform, in prima persona più semplice e facile per me.

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    1. Pensa che per me è il contrario, faccio fatica con quelli in prima persona.
      Però convengo con te che alcuni platform possano essere impegnativi, soprattutto se devi stare attento al tempismo, come in questo caso.

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