martedì 23 luglio 2019

The Walking Dead Volume 3 Al Sicuro Dietro le Sbarre

Storia: Robert Kirkman
Disegni: Charlie Adlard
Casa: Image Comics (SaldaPress per l'Italia)
Prezzo: € 13,50
Pagine: 137
Data d'uscita: gennaio 2008
Acquistabile sul sito SaldaPress

Rick Grimes e i suoi compagni, ormai allo stremo, giungono alle porte della loro nuova casa. In un mondo in cui i morti camminano fra i vivi, l'idea di cercare la sicurezza perduta dietro le pareti di un penitenziario non è poi così assurda. Certo, prima bisognerà occuparsi dei "vecchi inquilini"... Con Al sicuro dietro le sbarre prosegue la più famosa zombie-saga del fumetto statunitense: Robert Kirkman, Charlie Adlard e Cliff Rathburn gettano i loro protagonisti - e noi lettori - in una terra desolata in cui la società ritorna al grado zero e l'umano, per non soccombere, deve tornare ad aggrapparsi alla propria capacità di adattamento. E se a crollare non sono più solo le barriere di ferro e pietra, ma le ben più fragili costruzioni dell'animo umano, il nemico all'esterno rischia di diventare l'ultima delle preoccupazioni.

Allerta spoiler (anche sulla serie TV)!

Nel terzo volume abbiamo ciò che i telespettatori hanno visto nella prima parte della terza stagione, con l'arrivo nella prigione e l'incontro coi detenuti che erano rimasti chiusi all'interno, anche se è tutto molto più violento e tragico. Tra loro c'è un manico che taglia la testa alle figlie di Herschel, Rachel e Susie, il quale viene fermato mentre tenta di uccidere Andrea, massacrato quasi a morte da Rick, che si frantuma la mano (ma è l'ultimo dei problemi per chi ha già letto l'incontro col Governatore).
È qui che vengono a conoscenza di essere tutti infetti e che se anche muoiono senza il morso di uno zombie, si risvegliano come tali. Lo scoprono quando la figlia di Tereso e il ragazzo cercano di compiere un duplice suicidio, sparandosi a vicenda.
Dopo ciò che succede col maniaco, il poliziotto stabilisce una regola: se uccidi, muori! Anche se l'omicida viene ucciso a colpi di pistola da Meggie prima di poter essere giustiziato tramite impiccagione.
I detenuti recuperano le armi in un altro blocco e spronano gli ospiti appena arrivati a lasciare la prigione. Con cognizione di causa, temendo che dopo ciò che hanno vissuto, questo gruppo sia pericoloso.

Un altro gran bell'arco narrativo dove viene impostata la regola base dell'intera serie: combatti i morti, temi i vivi. Dove si capisce che gli zombie faranno solo da contesto, mentre le minacce saranno i sopravvissuti a questa apocalisse.
Ho trovato un po' fastidioso lo story telling in cui venivano mischiate tre scene differenti, una pagina ognuna, spezzando la fluidità della lettura.

EDIZIONE ITALIANA
Soliti errori banali di apostrofi mancanti che potevano essere evitati. A pagina 57 uno dei detenuti dice "cos'è sta cosa di un paio di ragazzi che sarebbero morti stanotte?", 'sta si scrive con l'apostrofo quando è "questa" abbreviato. Mentre a pagina pagina 83 Dale esclama "sta fermo!", sta-i fermo, ci va l'apostrofo!
A pagina 78 sono quasi certo ci sia un errore di traduzione, perché la frase ha più senso se il detenuto dice "non da quando NON stiamo più insieme.", invece quel "non" manca.
Sono allibito perché l'introduzione è firmata da Andrea Voglino, un professionista! Non so se però si è occupato anche delle traduzioni.

DIFFERENZE CON LA SERIE TV
  • Non ricordo i nomi dei detenuti della serie TV ma d'aspetto e di carattere sono diversi.
  • Rick torna alla fattoria di Herschel, che con la temperatura che si sta alzando, ha subito svariati attacchi. Così la famiglia del fattore e Glenn si trasferiscono nella prigione, a parte Otis (nel telefilm il ciccione che viene lasciato dietro da Shane) che resta a vegliare gli animali e che si è appena lasciato con la compagna Patricia.
  • La scoperta di essere tutti infetti non avviene nel laboratorio alla fine della prima stagione (o era al campo?).
  • Rick torna all'accampamento fuori Atlanta per verificare se Shane, morto per un colpo di pistola sparato da Carl, sia diventato uno zombie, dissotterrando il corpo, con tanto di conferma. Gli spara in testa ma non ci pensa minimamente a risotterrarlo.
  • Le figlie di Herschel che muoiono decapitate, non le ricordo ma se c'erano, muoiono nella fattoria.

6 commenti:

  1. Concordo con Cas, uno dei miei capitoli preferiti.
    Ne abbiamo già parlato e per me la fase on the road è la mia preferita dei fumetti, molto di più dei classici topoi narrativi da fumetto, come il nemico da boss di fine livello come Il Governatore o Negan. Qui ancora si viveva l'esplorazione e gli zombie erano ancora una minaccia.

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  2. Lo ricordo anche io come uno dei migliori ma non posso paragonarlo ai seguenti, credo di essermi fermato all'incontro col gruppo di Abramo detto "baffone".
    Ricordo solo che da fan sfegatato del telefilm, non facevo che ripetermi "la serie TV è stupenda ma nonostante ciò il fumetto sta dieci spanne sopra!".
    Concordo sull'impronta romeriana 😉

    @Pirkaf: ricordo benissimo il nostro confronto e, come ti ho già detto, concordo! Anche se so che questa serie punta più sul boss di fine livello, come lo chiami, che sull'on the road. Però se non ricordo male, il Governatore dura poco, a differenza della serie TV. È un boss di fine PRIMO livello 😝

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  3. Ma insomma, come finisce la serie? :D

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    1. Boooh? Io di certo non vado a spoilerarmelo ora che ho intrapreso questa maratona 😜

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  4. Senza i nemici da battere questi fumetti avrebbero poco senso, lo dico da estimatore che ci è cresciuto con i comics visto che ho letti anni ed anni di sequenze di X-Men, Spidey, F4 ecc.ecc.
    Adesso però questo schema non mi basta più, per quanto ho da poco letto saga Giorni Di Un Futuro Passato degli uomini x e l'ho trovata uno sballo!

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  5. Anche quello è vero, non penso che una serie on the road, fatta di continui saccheggi/recupero scorte a case e negozi, potrebbe durare 16 anni 😝
    Come dico sempre, sarò strano io ma dei comics preferisco il lato soap opera da quello azione e scazzottate. Non conosco la saga che citi ma da titolo non sembra tutta botte.

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