martedì 21 aprile 2020

The Walking Dead Volume 8 Nati Per Soffrire

Dopo un ulteriore giorno di vacanza, rieccomi con la saga zombie più amata!

Storia: Robert Kirkman
Disegni: Charlie Adlard
Casa: Image Comics (SaldaPress per l'Italia)
Prezzo: € 13,50
Pagine: 144
Data d'uscita: dicembre 2010
Acquistabile sul sito SaldaPress

La resa dei conti con il Governatore e i cittadini di Woodbury. Campo di battaglia: la prigione. Qualcuno si salverà, qualcun'altro no.

Allerta spoiler (anche sulla serie TV)!

Un flashback spiega come si è salvato il Governatore e di come ha trovato la prigione e organizzato l'attacco.
Rick e gli altri riescono a scamparla ma non senza conseguenze: l'ex poliziotto è stato colpito allo stomaco. Si salva grazie ad una trasfusione del sangue di Patricia.
La notte stessa Tyreese e Michonne escono per raggiungere i cattivi ma non finisce bene, l'omaccione viene catturato.
L'indomani Dave, Andrea, i gemelli e Sophia, Glenn e Maggie, decidono di lasciare il gruppo, almeno temporaneamente.
Ripreso i sensi, Rick scopre di tutti quelli usciti o andati via e crolla nel pessimismo.
Arriva un camion dal quale scendono il Governatore e un suo fedele, sul cassone c'è Tyreese da usare come scambio per l'accesso alla prigione (bluffano dicendo che hanno anche Michonne, per non farsi sparare). Non ricevendo risposta, il cattivo taglia la testa al prigioniero, usando la famosa katana.
Tornati indietro, vengono attaccati da Michonne, ancora viva, che però riesce a fare poco, riuscendo a fuggire.
Avviene l'ultimo attacco ricco di azione e morte. Muore Axel, colpito alla testa. Torna Andrea che uccide il fido di Philip, con un colpo da lontano, sopra il camper. Uno degli assalitori riesce a prendere una macchina e a schiantarsi contro il camper, dal quale la donna cade di faccia. La recinzione viene abbattuta col carrarmato e viene presa d'assalto. Non resta che fuggire! Patricia viene colpita alla testa, subito dopo tocca a Billy e il padre, Hershel, si inginocchia rassegnato. Viene ucciso poco dopo. In fuga verso l'esterno, viene colpita l'aspirante dottoressa che era fuggita da Woodbury, poi Carol e la neonata Judith. La donna che ha colpito mamma e figlia, si infuria col Governatore e lo uccide con un colpo alla testa. Gli ultimi assalitori sopravvissuti tentano la fuga all'interno della prigione ma le munizione sono poche...
Sono sopravvissuti solo Rick e Carl!


Nonostante un inizio interessante ma verboso, con troppi dialoghi del cattivo, il volume si riprende alla grande non lasciando un attimo di respiro. Se nei precedenti c'era sempre stata una morte, inaspettata o meno, questa è la prima volta che viene stravolto tutto, con tantissime perdite e il gruppo, almeno i pochi sopravvissuti o dispersi, separati tra loro.
Probabilmente il migliore tra quelli che avevo letto 7 anni fa (dovrei essere arrivato al decimo ma lo potrò confermare solo nei prossimi post).

EDIZIONE ITALIANA
Sembra abbiano cambiato il traduttore. Sorvolando il "gli" usato al plurale che nel discorso parlato l'Accademia di 'stamin-- della Crusca accetta e che mi sono rotto di segnalare (ma che stavolta si contano sulle dita di una mano), tutti gli apostrofi che solitamente mancavano ora ci sono, anche nessun errore di congiuntivo e condizionale.
Quindi questo mese ne segnalo solo uno, a pagina 69: "una volta cominciò a fare a botte con quattro o cinque ragazzi per fargli smettere di prendere in giro il suo fratellino...".

DIFFERENZE CON LA SERIE TV
Con questo volume si conclude quello che poi si sarebbe visto nella prima metà della quarta stagione.
  • Come già scritto nel precedente post, Philip, il Governatore, in TV perde solo l'occhio e dopo essere stato sconfitto, si rintana nell'appartamento di un condominio, come vicino delle due sorelle e la figlia di una di queste. Convinte a lasciare quel posto, si uniscono ad un nuovo gruppo, capitanato dal suo ex braccio destro Martinez (ucciso da Rick nel sesto volume). Messo fuori gioco Martinez, quello che sembrava un Governatore redento, convince il gruppo, con menzogne, ad attaccare la prigione.
  • L'uso del carrarmato è più realistico nella versione cartacea, dove lo manovrano a fatica e non riescono ad usare il cannone, mentre in TV lo usano per far saltare una delle torrette (che però avviene durante il primo attacco, terza stagione).
  • Stessa scena fuori dal recinto, col Governatore che taglia una testa con la katana di Michonne, solo che è di Hershel.
  • La morte di Axel è simile, anche se in un contesto più calmo.
  • Lori muore di parto all'inizio della terza stagione, mentre Judith si salva, anche dopo l'attacco alla prigione.
  • Philip viene ucciso da Michonne, mentre si pesta a sangue con Rick (che nel fumetto è riuscito a fuggire prima).

3 commenti:

  1. La morte di Carol e della neonata non era diversa nella serie tv? Morivano entrambe nel parto o sto dicendo una sciocchezza, mentre nel fumetto venivano uccise in altro modo?

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    1. Hai ragione, per la fretta (ci ho messo un po' sia a cercare di essere breve che a tagliare ulteriormente il testo) me ne sono dimenticato!
      In TV muore solo Lori di parto, quasi all'inizio della terza stagione. Judith è ancora viva, almeno fino alla scorsa stagione e fa spalla con Negan (come prima la faceva suo fratello Carl).
      Nel fumetto, per la precisione, Lori viene colpita alle spalle da un fucile (penso a pompa o a pallettoni), che le sventra quasi tutto il busto e colpisce anche la neonata, che portava in braccio.
      Ora lo aggiungo al post e grazie per l'osservazione!

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  2. Quel colpo di scena lo avevo trovato stupendo (e piacevole, dato che Lori non l'ho mai digerita, sia qui che in TV) alla prima lettura! Alla seconda invece mi ha colpito più quello di Tyreese, che non ricordavo. Era telefonato sia per il rapimento che per le vicende simili alla TV (che ricordo meglio) e poi non lo ricordavo nei successivi volumi, però è stato comunque d'impatto.
    Come sai, amo anche la serie TV ma non c'è confronto! Può raggiungere anche la vetta dell'Everest ma il fumetto la guarda dalla Luna! Nonostante qualche aggiunga come il Governatore apparentemente redento. Che però, come la definisci tu, è una forma timida.

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