Comunicazione di servizio

Dal 2 aprile 2022 non faccio più recensioni su fumetti, serie TV e film (salvo eccezioni). Non vengo pagato e non ricevo nulla in cambio, quindi torno alle origini, commenti da forum o da bar su ciò che ho letto o guardato, fregandomene del lato tecnico e obbiettivo o cercando di far capire qualcosa anche a chi non conosce l'argomento trattato.

lunedì 11 maggio 2020

Superman: Man of Tomorrow #3

Dangerous Games
Storia: Robert Venditti
Disegni: Paul Pelletier
Copertina: Dan Mora
Casa: DC Comics
Prezzo: $ 0,99
Pagine: 24
Data d'uscita: 4 maggio 2020
Acquistabile in digitale su readdc.com

La LexCorp ha acquistato la Schott Toys, la catena di giocattoli del Giocattolaio ma perché diventare proprietario di un marchio che ha ormai una pessima nomea?
A Winslow Schott non va giù cerca di boicottarlo con giocattoli difettosi.

Col terzo numero posso dire di adorare questa nuova serie digitale! Sono storie autoconclusive, con una soap opera velata, col nemico di turno e la vita quotidiana nella redazione del Daily Planet (o comunque in situazioni di giornalismo) come avveniva nella Bronze Age (anni 70), che trattano argomenti sensibili come accadeva nella Modern Age (dall'86, quindi anni 80 e 90, anche primi 2000) come il problema delle vendite di un giornale o i problemi sociali causati dalla avidità, in questo caso il riccone di turno che pur di arrivare all'obbiettivo, se ne frega del buon senso.
Le battaglie con robot giganti, invece, fanno molto Silver Age (anni 50 e 60).
Si inizia a percepire un pizzico di continuity interna ma che non pesa, proprio come nella Bronze Age. La Lex Tower a forma di L; la guardia del corpo di Luthor Mercy (in passato un'amazzone che guardava le spalle del nemico numero uno di Superman insieme a Hope, nella serie animata una specie di Battista, autista, maggiordomo e tuttofare),

Bella la copertina, molto anni 90! L'Uomo d'Acciao si era risvegliato all'interno di una confezione per action figure proprio in una storia in cui combatteva contro il Giocattolaio, nel periodo successivo a La Morte di Clark Kent (c'era anche il pupazzo di Conduit/Kenny Braverman... storia lunga).

NOTE
  • La Schott Toys diventa un'azienda di famiglia, trovata nuova che non ho apprezzato. A memoria non mi risulta neanche un'azienza, Winslow creava giocattoli e basta, senza grandi catene o marchio di successo.
  • Lex Luthor è solamente l'uomo d'affari senza scrupoli del post-Crisis. Niente armature da combattimento o Società Segreta dei Super Criminali. Più il Mocking Bird che si muove dietro le quinte e aizza i supercriminali contro l'Azzurrone, formando la Squadra Anti Superman (Superman Revenge Squad). Ottimo!
  • Dall'intervista rilasciata a Clark, si intuisce che Lex non ha un passato a Smallville ma magari si è dimenticato tutto come accaduto nella riscrittura di Waind con Birthright. Preferisco credere che questo sia il Lex Luthor post-Crisis, il self made man che non è mai passato per la cittadina del Kansas.
  • Per la Lois fissata coi vestiti del marito, stavolta il siparietto è spostato in un diner in cui stanno mangiando junk food e lo ringrazia per aver infilato la cravatta nella camicia, in modo da non macchiarla.
  • Mentre su Action Comics la criminalità organizzata sta attenta a non nominare Superman (o argomenti che potrebbero fargli "rizzare le antenne"), qui il Giocattolaio pensa ad alta voce proprio mentre il supereroe vola davanti la finestra dell'edificio in cui si trova, senza essere ascoltato grazie al super-udito...

8 commenti:

  1. Anche io a naso preferisco il Lex Luthor affarista spietato e malvagio piuttosto che "super cattivo".
    Comunque, leggendo la tua recensione, mi sento di dire che il nostalgismo funziona anche nei fumetti :D.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sarà che sono cresciuto con quella versione, che poi era già stata abbozzata prima del reboot dell'86, ma per me Lex non può essere altrimenti. Negli ultimi 15 anni hanno un po' alternato, oggi nelle altre serie c'è sempre l'ibrido, qui invece pare sia solo l'uomo d'affari.
      Con me funziona alla grande, con gli altri non so... ancora non ho letto altre recensioni, magari ad altri supermaniani sta facendo schifo (Venditti non è molto stimato come scrittore, prova a chiedere a Arcangelo! 😝).

      Elimina
  2. Anch'io troppo più inquietante e "realista" un Lex Luthor semplice riccastro malvagio, perché ne abbiamo degli ottimi esempi anche nel mondo reale :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero, c'è solo l'imbarazzo della scelta su dove attingere nella realtà.
      Qualcuno lamentava che fosse troppo simile a Kingpin della Marvel (infatti un periodo era diventato anche ciccione) ma chi se ne frega!

      Elimina
  3. Anche a me non piace Lex "super", preferisco il Lex boss-intrallazzeitor uomo.
    Sai che forse proprio questa serie potrebbe piacermi?
    Atmosfere '50, storie alla '80-'90 e semplicità.

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E tre, quattro con me, oh yeah!
      Penso di sì. Anche se esteticamente non c'entra nulla con lo stile di Bruce Timm, continua a ricordarmi Superman TAS, serie che hanno apprezzato tutti quelli che hanno amato Batman TAS. Quindi sì, se arriva in italia te la segnalo! 😉

      Elimina
  4. Complimenti per il post. Non voglio immaginare le campagne pubblicitarie della società del Giocattolaio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Chiedo venia, mi sono totalmente perso questo commento!
      Grazie per i complimenti!
      Ahahah non ti so dire, prima di questa storia era un comune fabbricatore di giocattoli, la faccenda dell'azienda di famiglia è del tutto nuova.

      Elimina